Comacchio: il Piano Spiaggia è nullo
Clamorosa sentenza del Tar: è stato adottato dalla giunta e non dal consiglio. Tutto da rifare
COMACCHIO. Era il 2011, sindaco Paolo Carli, quando a Comacchio il Piano Spiaggia finì (per l’ennesima volta) nella bufera. I fatti, in estrema sintesi, videro la giunta adottare il “prezioso” strumento senza che lo stesso venisse sottoposto ai voti del consiglio comunale. L’allora consigliere del Pd Gabriele Bellini fece subito presente l’anomalia ma i tecnici riposero che il procedimento era corretto. Intanto anche la Confesercenti prese dura posizione mettendo alla luce diverse anomalie ma anche in questo caso non fu data alcuna riposta. A distanza di tre anni la sentenza: Bellini aveva ragione ed oggi un Comune che trova nell’arenile una delle maggiori risorse non solo si trova senza Piano, ma potrebbe vedere una piaggia di ricorsi difficile da gestire. Il 30 ottobre è infatti arrivata la sentenza del Tar di Bologna che non lascia spazio a dubbi: “Vizio di incompetenza ritualmente dedotto in quanto il piano dell’arenile avrebbe dovuto essere adottato ed approvato dal consiglio comunale e non, come avvenuto nel caso in esame, dalla giunta comunale”. Ma cosa è successo, esattamente? Nel 2011 la signora R. F. M. rappresentata e difesa dall’avvocato Federico Gualandi, ha presentato ricorso contro il Comune di Comacchio perché, dopo aver presentato un progetto relativo alla nuova costruzione di una residenza turistico alberghiera (RTA) e da uno stabilimento balneare in un’ottica di complessiva sistemazione e riordino dei manufatti e delle attività ivi esistenti, si è vista negare il permesso a procedere considerato che non vi erano i presupporti previsti dal Piano dell’arenile. Ecco quindi che la signora ha contestato gli atti emanati dall’amministrazione deducendone l’illegittimità.
In sostanza, come evidenziato nel ricorso introduttivo e nei motivi aggiunti impugnatori, nel particolare caso del comune di Comacchio è il piano dell’arenile che disciplina l’uso del territorio ed al quale sono state demandate tutte le scelte di rilievo urbanistico ed edilizio. Da sottolineare che il Piano dell’arenile non costituisce un piano attuativo di esecuzione del Prg ma il vero e proprio strumento programmatorio. Il ricorso è dunque fondato proprio perché il Piano è stato adottato dalla giunta e dovrà invece essere il consiglio a procedere.
Se da un lato è vero che la sentenza del Tar ha effetto solo tra le parti, è evidente che il sindaco Marco Fabbri dovrà procedere quanto prima a colmare la lacuna in qualche modo ereditata ma di cui nessuno, fino ad oggi, è sembrato accorgersi nonostante le ripetute segnalazioni. Cosa fare? Al momento l’ipotesi più realistica sarebbe quella di portare in consiglio il Piano predisposto dalla giunta Cicognani, già sottoposto alle verifiche da parte della Regione e più volte rivisto e corretto con tutte le variazioni indicate. (an.bo.)
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