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È scoppiata la guerra dei trenta all’ora

È scoppiata la guerra dei trenta all’ora

Gli Amici della Bicicletta insistono per allargare il limite in tutto il centro, ma molti automobilisti sono contrari

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Trenta all’ora. È quanto chiedono i ciclisti e le associazioni legate al mondo delle due ruote. Gli Amici della Bicicletta vogliono limitare ulteriormente la velocità in tutto il perimetro del centro storico all’interno delle mura cittadine. La proposta è stata in parte già resa operativa dalla giunta comunale che ha esteso di fatto in tutte le zone a Ztl (A: comparto Garibaldi, B: comparto Medioevale, C: comparto Ercole I d’Este) il limite del 30 chilometri orari per tutti i veicoli in transito. Ma i ciclisti chiedono di più e vorrebbero estendere il limite cittadino dei 30 all’ora. Ma da chi è più propenso a guidare l’automobile sono arrivati i primi segnali di diniego, le prime opposizioni a questa proposta e c’è chi si è espresso senza mezzi termini in modo decisamente contrario a limitare la velocità. Anche nel dibattito che si è scatenato sui social network, è nata una specie di battaglia ideologica che inevitabilmente finisce per far scontrare gli amanti della bicicletta e i patiti del volante o più semplicemente ciclisti contro automobilisti.

Va ricordato però che in mezzo c’è una grossa fetta di ferraresi che appartengono per forza di cosa alle due diverse categorie. Si può essere ciclista e automobilista a seconda delle esigenze, degli spostamenti e delle condizioni meteo. Come dimostrano anche recenti statistiche che vedono Ferrara al secondo posto a livello nazionale sia per quanto riguarda la mobilità ciclabile: il 27% dietro solo a Bolzano e sia per il tempo d’uso dell’automobile, in questo caso dietro solo a Rovigo.

Moltissimi i ciclisti dunque tra i ferarersi, ma anche moltissimi gli automobilisti, per cui quando si intavolano dibattiti e discussioni sulla viabilità i toni si fanno quindi particolarmente accesi. Il fronte contrario all’abbassamento del limite della velocità ha fatto sentire la sua voce in queste ora in risposta agli Amici della Bicicletta. Tra le considerazioni espresse dai contrari ai 30 all’ora c’è un attacco diretto ai ciclisti indisciplinati che circolano a zig zag per la strada, di sera magari non sono muniti di fanale e vanno addirittura contromano in presenza di strada a senso unico, senza parlare di quelli che costantemente passano con il rosso. I pro automobilisti dicono anche che i 30 all’ora su certe strade del centro come viale Cavour, Corso Giovecca o in arterie ad ampia carreggiata come Rampari di San Rocco e viale IV Novembre, rappresenti una velocità che può creare pericolo e intralcio alla circolazione. Di diverso parere è il fronte dei ciclisti “duri e puro”, quelli soprattutto per intenderci che hanno partecipato al flash mob per segnalare le troppe morti dei ciclisti sulle strade. Le loro convinzioni sono che limitando in centro storico la velocità degli autoveicoli si riduca la percentuale di rischio incidentalità e soprattutto si tuteli meglio l’incolumità dei ciclisti. E per questo mettono come monito le ghost bike che hanno posizionato nei punti dove sono morti tragicamente dei ciclisti investiti da degli automezzi. Ciclisti contro automobilisti, dopo i sensi unici la sfida si rinnova.

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