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«I sindacati mi vogliono attaccare politicamente»

«I sindacati mi vogliono attaccare politicamente»

Per il sindaco Eric Zaghini Cgil e Cisl usano la questione Casa di Riposo di Serravalle in maniera strumentale. «Chiamato in causa dopo mesi dai fatti»

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SERRAVALLE. E' una vicenda strana (ma non troppo) quella che sta attraversando in questi giorni la casa di Riposo Attilio Capatti. La crisi ha colpito anche qui e a giorni i diretti gestori e fondatori della casa di Riposo, Le Piccole Suore della Sacra Famiglia, chiuderanno i battenti. Al loro posto una ditta privata, ma con molti cambiamenti, peggiorativi, che sono stati comunicati in questi giorni dalle rappresentanze sindacali attraverso la stampa. Coinvolto in questa "denuncia" anche il primo cittadino berrese Eric Zaghini, accusato di essersi «limitato ad auspicare maggiore empatia fra le parti, come se si trattasse di una questione personale e non di un enorme ed inedito problema di merito che coinvolge il benessere economico e sociale del territorio e della sua gente. Ci aspettiamo che chi si candida a giocare un ruolo in Regione in nome dell'occupazione e del miglioramento delle politiche socio-sanitarie non rimanga alla finestra, o peggio strizzi l'occhio a questo tipo di imprenditoria, ma voglia esercitare un ruolo attivo nel pretendere chiarezza e trasparenza sulle sorti di un servizio che, ricordiamo, è di interesse generale e finanziato dal pubblico, e nell'agire un'azione istituzionale a tutela del lavoro e del welfare locale».

«Sorprende, ma chissà perché non più di tanto - controbatte il sindaco, con una lunga ed esaustiva spiegazione - che due organizzazioni sindacali come Funzione Pubblica Cgil e Fisascat Cisl abbiano sentito il bisogno di diffondere un comunicato stampa lacunoso, fuorviante e, per certi versi diffamatorio, come quello consegnato in questi giorni alla stampa locale». Secondo il primo cittadino i sindacalisti in questione hanno attivato «Un intervento ad orologeria, in un contesto di forte tensione tra i sindacati, il Governo e il presidente del Consiglio, nei confronti del loro bersaglio ideale: un candidato del vituperato Pd al consiglio regionale, per di più notoriamente tra i più convinti sostenitori del premier e delle riforme (anche nel campo del diritto del lavoro) da esso intraprese. Questo mi porta a domandarmi se sia corretto, anche dal punto di vista deontologico, usare le ansie, i timori, i travagli interiori dei tanti lavoratori interessati dalla vicenda, per scopi di natura politica, che nulla hanno a che fare con la tutela degli interessi dei loro rappresentati. Sappiano, comunque, che ho avuto ed ho a cuore le sorti della Casa di Riposo e di tutte le piccole e medie aziende del territorio berrese fin dall'inizio del mio mandato, ma mai le ho usate alla ricerca di una facile pubblicità o, peggio, per attaccare un avversario politico». In tutto questo permane il fatto che la Casa di Riposo attraversa un brutto momento. (m.b.)

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