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Il ponte sul Reno chiuso almeno un mese

Il ponte sul Reno chiuso almeno un mese

A Codifiume l’erosione alla base di un pilone e dell’argine ha creato un pericolo grave anche per le abitazioni

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SANTA MARIA CODIFIUME. Il ponte sul fiume Reno, a Codifiume, resterà chiuso almeno un mese. L’erosione ai piedi di un pilone e anche quella più consistente all’argine destro sono di una tale pericolosità che addirittura hanno generato un immediato intervento tampone da parte della Regione. Questo, in sintesi, l’esito del vertice che si è tenuto sul posto ieri mattina, alla presenza dei tecnici regionali, provinciali e comunali, oltre ai rappresentanti del Consiglio di partecipazione di Codifiume.

«Il risultato di questa valutazione fatta sul posto - tiene a precisare Ferdinando Petri, responsabile del servizio tecnico bacino del Reno -, che è sempre il modo migliore di affrontare le cose, è che la Provincia di Bologna assicurerà la costante pulizia del materiale fluitante risultante fra le pile del ponte. Inoltre, la stessa metterà a punto un progetto di ripristino delle strutture fondali del ponte. Per la messa in sicurezza idraulica del territorio - precisa ancora Petri -, abbiamo constatato che le lesioni che si sono formate nella sponda destra in corrispondenza del ponte, sia a monte sia a valle, hanno subìto un incremento e hanno dei segnali chiari ed evidenti di estensione. La situazione ci consiglia caldamente d’intervenire prima che il danno si estenda oltre certi limiti. Abbiamo visto anche delle crepe sulla golena, che, in un tempo ragionevolmente breve, potrebbero interessare l’argine e quindi creare i presupposti per un danno gravissimo al territorio e alle abitazioni della zona».

«È mia intenzione - ha proseguito Petri - attivare anche un intervento di somma urgenza, che abbia le migliori finalità per tamponare questo incremento delle lesioni fino a permetterci di valutare una sistemazione definitiva nel corso della stagione estiva. Nei prossimi giorni inizieremo i lavori, sfruttando il più possibile la stagione che ci consente di transitare con i mezzi in golena. Il mio intendimento - conclude Petri - è che i lavori durino il meno possibile, per recare un disagio minimo al territorio e mettere in sicurezza al più presto tutta la zona interessata».

«La decisione assunta - aggiunge Davide Parmeggiani, direttore lavori pubblici della Provincia di Bologna - è stata sicuramente la più opportuna. Eravamo preoccupati per la tenuta del ponte, in relazione sia ai danni all’argine, sia alle fondazioni del ponte, che stavano per essere scoperte. L’intervento rimetterà a posto il fiume e quindi il ponte rimarrà chiuso fino al termine dei lavori e le deviazioni del traffico non penalizzeranno i cittadini».

Per quanto riguardo l’inevitabile stravolgimento della viabilità sul territorio ferrarese, l’intervento dell’assessore del comune di Argenta, Marco Chiarini, è stato categorico:

«Tolleranza zero per i camion che imboccano via Nerina Minozzi, ed inoltre faremo tutto il possibile per ridurre al minimo i disagi alla nostra gente».

Giorgio Carnaroli

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