Malaguti (Fdi): «Non capisco perché sono indagato»
L’ammontare che Mauro Malaguti dovrà giustificare quando si troverà davanti ai pm della Procura di Bologna è di 53 mila euro, di cui la metà (26mila) sono spese di rappresentanza per pranzi e cene; l’...
L’ammontare che Mauro Malaguti dovrà giustificare quando si troverà davanti ai pm della Procura di Bologna è di 53 mila euro, di cui la metà (26mila) sono spese di rappresentanza per pranzi e cene; l’altra voce più rilevanti sono i rimborsi per i viaggi (in genere spostamenti in auto) per 14mila euro e quelle per la pubblicità (5mila).
Rispetto al collega del Pd Roberto Montanari, che non si è ricandidato, Malaguti si trova sovraesposto da questo avviso di fine indagini perché è di nuovo in corsa per le elezioni regionali con Fratelli d’Italia.
Chiederà di essere sentito al più presto? Magari prima del voto?
Ma cosa vuole, mancano 10 giorni, non credo sia possibile. Se me lo avessero detto prima che ero indagato, magari non mi ricandidavo, anche se non ricandidarsi sembra quasi un’ammissione di colpevolezza e io non mi sento colpevole.
Non pensa di aver sbagliato...
Provo una grande amarezza per quanto sta capitando, anche se ho ricevuto tante telefonate di solidarietà e stima che apprezzo molto. Non è che sono andato a cena a St.Moritz, da quando sono consigliere ho fatto 150 mila chilometri con la mia macchina per riunioni, incontri, per parlare con le tante persone che ti telefonano, ma vogliono parlarti a quattr’occhi del loro problema, della centrale a biogas di Argenta, di un argine che preoccupa, di un passo carraio, di un problema con le coltivazioni... Io ho rispettato le regole che per anni sono state in vigore in Regione. Per ogni rimborso ho presentato una documentazione, una ricevuta. È tutto certificato. In altre Regioni mi risulta che certi rimborsi si fanno in via forfettaria, qui no, bisogna giustificare tutto.
Non è sbagliato il principio.
Certo è una regola che dà garanzie al cittadino e anche al consigliere eletto, ma paradossalmente adesso si ritorce contro di noi. Gli stessi funzionari ci dicevano che per comprovare il rimborso di un viaggio conveniva portare anche uno scontrino per una consumazione al bar...Non capisco qual è la mia colpa: ho presentato delle note spese documentate e un funzionario della Regione ha verificato che tutto fosse in regola, in base a ciò mi hanno dato i rimborsi. Vorrei capire il motivo per cui sono indagato. Sembra quasi che questa inchiesta voglia mettere in discussione le regole alla base di rimborsi, ma se fosse così bisognerebbe indagare chi le ha fatte non chi le ha rispettate.
Regole che poi sono cambiate.
Dal 2014, dopo che ci siamo abbassati tre volte gli stipendi, abbiamo tolto via anche i rimborsi e da quel momento mi sono pagato tutto di tasca mia, ma ho continuato ad andare di qua e di là con la macchina come prima perchè chi fa politica deve sempre correre, andare dove c’è un problema, una segnalazione, una riunione.
Come affronterà questo ultimi giorni di campagna elettorale?
Lei mi dovrebbe domandare cosa penso della sanità a Ferrara e in questa Regione, di come va l’economia e invece stiamo qui a parlare dell’inchiesta. Poi magari quando fra qualche anno tutto si chiarirà, alla gente di questa storia non interesserà più niente.
Ha già nominato un avvocato?
Mi difenderà Alberto Balboni. Spero che mi sentano al più presto, ma avrei preferita che mi avessero interrogato prima. (m.p.)
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