«Per i residenti dei Map i costi sono in aumento»
Dopo il terremoto. Finite le agevolazioni sulle bollette per le famiglie sfollate Vignola: nei moduli il riscaldamento è possibile solo con l’energia elettrica
CENTO. «Per noi dei moduli abitativi, che da troppi mesi stiamo vivendo uno stato di opprimente staticità, i costi non fanno che aumentare». A fare il punto sulla situazione delle famiglie a cui il sisma ha strappato abitazione e luoghi di lavoro, è il coordinatore del Comitato Residenti Map di Cento Massimo Vignola che spiega: «Il 20 maggio scorso, sono terminati i due anni di agevolazioni fiscali per le popolazioni colpite dal sisma. Così a noi, non solo sono cresciute le utenze, ma in molti casi arrivano ai Map, come a casa di chi ha partita Iva e artigiani, cartelle esattoriali per alcune decine di migliaia di euro». Una scoperta amara, riferisce Vignola, quella fatta per caso ai moduli di Cento: «Non è scritto, né alcuno ci ha mai detto che le agevolazione per le utenze valevano solo 2 anni. Abbiamo saputo solo dopo che chi, nel corso dei due anni ha scelto di cambiare contratto col gestore o cambiare gestore di acqua e luce rispetto a quello scelto da Comune e Regione alla stipula, ha perso ogni agevolazione». Da maggio quindi, le spese per le utenze nei Map sono intere, non più scontate del 30% sulle quote fisse: «Nei moduli, il riscaldamento (elettrico) deve rimanere sempre accesso perché la struttura, con parete di 8cm in lamiera, è soggetta a continua dispersione. Una spesa dell'ordine di 200euro/mese, con famiglie che arrivano a 3mila euro all'anno. Costi quindi che, con l'arrivo dell'inverno, non faranno che crescere». Una situazione che pare senza fine, quella per chi ancora oggi vive nei moduli: «Dovevano essere soluzioni legate all'emergenza, per 6-12mesi, ma ad oggi, a 30 mesi dal sisma, solo 5 Map (su 23) a Cento, 1 (su 8) ad Alberone e 2 (su 13) a Casumaro sono stati liberati. Perché per le famiglie con case inagibili meno gravi (B o C), non sono state accelerate le pratiche, sollecitandone il rientro? Perché a chi, con casa in proprietà e inagibilità molto grave (E) non è stata data subito la possibilità di una casa in affitto? Eppure, è la stessa soluzione intrapresa oggi, a 30 mesi dal sisma. Allora, perché realizzare i Map e spendere quasi 2,5milioni di euro?». Tutto, a fronte di una «lentezza burocratica esasperante. Ferme le pratiche di recupero delle case: iter sono lunghissimi ed enormi le contraddizione. Lo stesso candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Bonaccini, riconoscendo gli errori commessi, propone di sburocratizzare l'amministrazione del post sisma». E sui tempi di rientro nelle case, Vignola è chiaro: «Per chi era in affitto e non può ritornare, il Comune sta predisponendo percorsi individuali di rientro in abitazioni affittate. Ma si parla di mesi per concretizzare. Mentre per i proprietari, come si fa a stabilire una data d'uscita, se le pratiche sono ferme in Comune? Almeno passerà un altro anno». A 30 mesi dal sisma, i problemi, per Vignola «sono sempre gli stessi. Speriamo che, con l'avvicinarsi della campagna elettorale per le comunali del 2016, molte questioni vengano risolte, e che il recupero post sisma ritorni, per l'amministrazione comunale, tra le prime tre priorità da gestire e affrontare».
Beatrice Barberini
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