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SANTA MARIA CODIFIUME. In attesa dell’esito del vertice fra gli addetti ai lavori, alcuni cittadini presenti sull’argine ieri pomeriggio commentavano senza peli sulla lingua la situazione in cui...

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SANTA MARIA CODIFIUME. In attesa dell’esito del vertice fra gli addetti ai lavori, alcuni cittadini presenti sull’argine ieri pomeriggio commentavano senza peli sulla lingua la situazione in cui versa il fiume Reno. Frasi forti su responsabilità di chi ha permesso che il letto del fiume sia diventato un bosco vincolato e chiedevano anche di far luce sulle eventuali responsabilità di questi cedimenti dell’argine.

Remo Manzoli, ex consigliere comunale Pd (era presente anche il collega della Lega Nord Giuseppe Brina) ha tenuto a ricordare le sollecitazioni più volte fatte alle autorità per la situazione del Reno a Codifiume. Chi, invece, ha un diavolo per capello è Francesco Gnaccarini, di Ospital Monacale e titolare di un’attività a San Pietro Capofiume: «Impedire l’accesso significa problemi per noi e ciò a cui assistiamo oggi - dichiara - è la conseguenza di non fare prevenzione. Avremmo speso molto meno e invece, adesso, dobbiamo chiudere la falla d’urgenza e noi continuiamo a pagare le tasse e dobbiamo sopportare queste cose. Visto che si parla di tempi lunghi - propone -, anche a nome di altri imprenditori, chiedo che almeno si consenta il passaggio delle auto, vietando il transito ai mezzi pesanti. Almeno questo, visto che abbiamo bisogno di lavorare, soprattutto in questo momento di crisi».(g.c.)

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