La Nuova Ferrara

Ferrara

Smat, Hera e Iren

Un accordo a tre sui centri di ricerca

Nove progetti, oltre 1,2 milioni di euro di investimenti e ventuno ricercatori

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Parte l'accordo tra i centri di ricerca delle 3 aziende. A distanza di 6 mesi dall'accordo tra Smat, Hera e Iren, che ha dato il via alla regia unificata per una significativa attività di collaborazione tra i rispettivi centri di ricerca, ecco che l'alleanza muove i primi passi operativi. Si tratta della prima esperienza in Italia di collaborazione sulla ricerca applicata e l'innovazione tra aziende leader nel settore.

I primi 9 progetti sono stati presentati ieri in una conferenza stampa presso il Centro Ricerche SMAT, in cui sono intervenuti: il Sindaco di Torino Piero Fassino, il Presidente Smat Alessandro Lorenzi, il Direttore Centrale Innovazione del Gruppo Hera Salvatore Molé, il Presidente Iren Francesco Profumo e l'Amministratore Delegato Smat Paolo Romano.

I nuovi progetti hanno come comune denominatore lo sviluppo industriale di tecniche e di sistemi per ottimizzare l'efficienza di reti e impianti, riducendone i costi gestionali, e per affinare i trattamenti e i sistemi di controllo della risorsa idrica distribuita. Si concentreranno sulla messa a punto di sofisticate tecniche di controllo on line e sul monitoraggio delle acque. In particolare, si studieranno sistemi innovativi per ridurre l'impatto ambientale della potabilizzazione e depurazione delle acque reflue, modalità smart per la disinfezione nella distribuzione (con dosaggio controllato e allerte nel caso di contaminazioni), sistemi di analisi in tempo reale della qualità dell'acqua su dispositivi mobili e metodi statistici per l'elaborazione del fabbisogno idrico. Altro interessante filone è quello dello studio ed elaborazione dei dati che arrivano ai centri di telecontrollo reti e impianti: permetteranno di migliorare le analisi predittive su eventuali anomalie e i piani di manutenzione programmata.

Per la realizzazione dei 9 progetti verranno effettuati investimenti per oltre 1,2 milioni di euro e saranno impiegati 21 ricercatori per i prossimi 2 anni. Con l'applicazione a regime dei risultati della ricerca il ritorno economico, valutato in un arco temporale di 5 anni, è di 4,8 milioni di euro.

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