Verso il concordato la Tecopress e 180 posti di lavoro
DOSSO. Dopo l’udienza di ieri mattina, in tribunale, davanti al giudice delegato Stefano Giusberti, occorrerà attendere 20 giorni prima di poter brindare al salvataggio della Tecopress, l’azienda...
DOSSO. Dopo l’udienza di ieri mattina, in tribunale, davanti al giudice delegato Stefano Giusberti, occorrerà attendere 20 giorni prima di poter brindare al salvataggio della Tecopress, l’azienda metalmeccanica di Dosso che ha chiesto al tribunale fallimentare il concordato in continuità aziendale, per cui ieri mattina era fissata l’assemblea dei creditori.
All’assemblea erano convocati circa 200 creditori (perlopiù fornitori e banche) e presenti erano circa in una ventina, alcuni di questi hanno votato contro. Ma secondo i legali e l’azienda stessa di cui è titolare Enzo Dondi, nel caso la situazione dovesse restare quella di ieri mattina, tra 20 giorni l’omologa del concordato potrebbe essere accolto dal giudice e scongiurare così il fallimento. I soggetti creditori più esposti sono le banche, una di questa, un istituto nazionale ha votato contro, ma molte altre, pur esponendo i crediti vantati, non hanno espresso la propria posizione: da un punto di vista tecnico equivarrebbe ad una votazione favorevole.
Nei 20 giorni d’attesa, previsti dalla procura, ora i creditori iscritti potranno depositare al giudice delegato il proprio parere e votazione, ma secondo gli addetti ai lavori la loro assenza può essere interpretata come condizione favorevole a Tecopress.
Azienda ricordiamo che attende l’omologa del concordato per potere ricostruire i capannoni crollati nel terremoto: la Regione Emilia Romagna ha già stanziato in parte i 50 milioni di euro necessari: risorse già disponibili e finanziate, ma per esser sbloccate serve l’omologa del concordato. Tecopress impiega 180 lavoratori, ha un indotto di altri 200 e i crediti vantati dalle banche sono di 23 milioni di euro.
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