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Asl, specialisti al lavoro sul caso farmaci scaduti

di Marcello Pulidori
Asl, specialisti al lavoro sul caso farmaci scaduti

Mesola, la direzione sanitaria vuole fare chiarezza su chi li ha somministrati Aperta un’indagine interna: al momento non ci sarebbero medici indagati

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MESOLA. L’Asl vuole vederci chiaro sul caso dei farmaci scaduti somministrati in paese ad una donna di 58 anni. Ieri Mauro Marabini, direttore sanitario, e Chiara Benvenuti responsabile delle cure primarie, hanno confermato l’apertura di una indagine interna tesa a ricostruire come sono andate le cose, i vari passaggi ed eventuali responsabilità. Nei giorni scorsi infatti nell’ambulatorio della guardia medica di Mesola diverse scatole di farmaci sono state sequestrate dai carabinieri dopo il malore accusato dalla donna. Da fonti investigative, nel frattempo, si apprende che al momento nessun medico sarebbe iscritto tra gli indagati, anche se le indagini proseguono. L’indagine disposta dalla direzione sanitaria dell’Asl di Ferrara mira inoltre a verificare la presenza di eventuali responsabilità a carico di singoli medici, in questo caso si parla di quelli che operano all’interno della guardia medica in questione. Saranno effettuate valutazioni, da parte dei componenti della commissione d’indagine, sui presidi della guardia medica e dei medici che in essa operano. È utile ricordare che sono 15 le guardie mediche sul territorio provinciale ed 80 i medici che vi lavorano. Quindi si sta parlando di strutture di una certa rilevanza. Nei prossimi giorni dovrebbero essere note le prime risultanze dell’indagine interna all’Asl. Dalla direzione sanitaria, sempre ieri, si è anche chiarito che la pericolosità del farmaco scaduto è pressoché irrilevante, ma ciò non toglie nè aggiunge nulla nello specifico a quanto accaduto alla 58enne. La donna, nel tardo pomeriggio di sabato scorso, aveva infatti accusato forti dolori e i familiari avevano deciso di chiamare la guardia medica prima, eventualmente, di recarsi in ospedale. I medici dopo aver visitato la paziente hanno deciso di somministrare un farmaco specifico, avevano iniettato la sostanza dando anche altre indicazioni. Le condizioni della donna, però, non erano migliorate e la stessa 58enne ha così pensato di recuperare la boccetta del farmaco gettata nei rifiuti di casa per leggerne il nome e controllare la data di scadenza. Da qui la preoccupante scoperta: il farmaco era scaduto.

Comprensibile l’agitazione che ha preso la donna la quale, assieme ai familiari, si è recata presso la caserma dei carabinieri di Mesola. Presentando la relativa denuncia. Intanto le condizioni della donna peggiorano ulteriormente e così la signora viene portata al pronto soccorso dell’ospedale del Delta. Qui finalmente la donna riceve le cure adeguate. Martedì i carabinieri hanno perquisito l’ambulatorio della guardia medica, accompagnati dai responsabili dell’Asl. Qui i militari hanno trovato altri medicinali scaduti ed alcuni anche mal conservati. Ora si attendono gli esiti dell’indagine dell’Asl.

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