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Zona Gad, il controllo privato divide i residenti

Zona Gad, il controllo privato divide i residenti

Pro e contro sulla vigilanza a pagamento per contrastare droga, molestie e prostituzione soprattutto di notte

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FERRARA. Sono le 9,30 del mattino e ci sono tre uomini che fanno la spola tra il portico che sta di fronte alla stazione e piazza Castellina. Ciascuno ha la sua birra in mano e la sua sigaretta in bocca, si guardano attorno stralunati e parlano del più e del meno. Una volante della polizia si avvicina, controlla i documenti e invita gli individui a darsi un contegno. È successo ieri ma lo scenario sembra fatto in serie.

«Tutti i giorni è così non cambia mai, non si tratta di un'eccezione. Ormai è la regola e noi dobbiamo pure stare zitti perché a rispondere a questa gente c'è da aver paura». A parlare è una signora che, come la stragrande maggioranza dei residenti della Zona Gad, preferisce mantenere l'anonimato. «Ci sono due o tre persone che sono ubriache dalla mattina alla sera, non so nemmeno come facciano a stare in piedi. Più di una volta, in pieno giorno, uno di questi si è messo a urinare proprio a pochi passi dalla mia attività; sono uscita per dirgli qualcosa ma c'è mancato poco che non prendessi delle botte. Da quel momento sono stata zitta e dopo sono andata a pulire. Però è un'umiliazione, per me e per tutta la gente che abita qui».

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La gente che abita lì. Uomini e donne con i nervi ormai a fior di pelle che, pur di riportare un po' di serenità in quello che un tempo era chiamato “Quartiere giardino”, le han provate tutte. Dalle biciclettate antidroga, alle lenzuola bianche fuori dalle finestre; dalle segnalazioni costanti alle forze dell'ordine, alle proposte estreme dettate dalla pancia di "organizzare le ronde". Ora l'argomento all'ordine del giorno sono i vigilantes di Top Secret, agenzia di sicurezza privata. La proposta lanciata mesi fa sta prendendo piede e un condominio della zona l'ha approvato, altri ci stanno ancora pensando.

E mentre la pattuglia rifà il suo giro e alcune prostitute aspettano clienti sedute sul grande vaso posto in zona pedonale, i residenti si interrogano sui benefici reali e presunti che un'agenzia di sicurezza privata potrebbe portare alla Zona Gad. «Parliamo di 7 o 12 euro mensili a famiglia giusto? Penso sia un costo sostenibile, a maggior ragione se può fungere da deterrente», afferma un anziano dai modi risoluti. «Parliamoci chiaro, lo spaccio di droga e la prostituzione qui ci sono perché ci sono i clienti. Se non ci fosse domanda non ci sarebbe nemmeno offerta e qui di domanda ce n'è parecchia…».

Gli operatori della Top Secret dovrebbero vigilare la zona 24 ore su 24 e agire di concerto con le forze dell'ordine che pure sono sempre presenti sul territorio. «Da quanto abbiamo capito - dice una donna - i vigilantes non potrebbero intervenire in caso di necessità, dovrebbero segnalare il caso alla polizia o ai carabinieri e attendere il loro arrivo. Loro dunque fungerebbero “solo” da controllori ma credo potrebbe essere comunque utile». Alcuni dicono che i casi di disagio sono calati rispetto a un anno fa. «Prima ogni sera qualcuno voleva comprare alcolici senza pagare, adesso succede a giorni alterni - afferma sdrammatizzando il titolare di un'attività - Certe volte ho paura, non dico di no, ma credo che le cose un pochino siano migliorate». Anche per questo qualcuno è contrario all'agenzia privata ma anche perché si tratta di un'altra spesa che andrebbe ad aggiungersi alle tante tasse. «È vero sono altri soldi da tirar fuori a fine mese ma - si chiede un altro abitante - cosa vogliamo fare? Non possiamo continuare a lamentarci e basta. Dobbiamo dare anche noi il nostro contributo, è inutile sperare che gli aiuti piovano dal cielo".

Samuele Govoni

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