Montanari: «Vi spiego le mie spese e il mio lavoro»
«Capisco l’amarezza e lo sconforto degli elettori, ma nelle liste del Pd ci sono giovani bravi, che meritano fiducia»
«Quelle spese le ho sostenute per lavorare. Rispetto la magistratura, la politica deve essere umile». Roberto Montanari per due giorni ha ripetuto queste frasi. Anche ieri, inizialmente, avrebbe voluto ancorarsi ad esse, poi ha chiesto un po’ di tempo per riflettere. Mezzora dopo è lui a richiamare Degli addebiti che gli sono mossi risponderà alla Procura di Bologna - ha nominato suo difensore l’avvocato bolognese Giuseppe Giampaolo - con la Nuova accetta di parlare per spiegare meglio ai cittadini e agli elettori del Pd il significato di quella frase «sono sereno, ho sempre e solo lavorato».
La Procura le contesta 24 mila euro di rimborsi. Se si esclude l’ex capopgruppo Monari con 940 mila, lei nel Pd è uno dei consiglieri con la cifra più alta. C’è un motivo?
«Permette che le dia qualche elemento per inquadrare bene la questione?». Montanari è fatto così. È pedagogico. Al dunque ci arriva, ma deve prima mettere in fila le cose.
Ascolto.
Ho qui sottomano il resoconto della mia attività di consigliere regionale: 107 giornate di lavoro dell’assemblea legislativa, 104 presenze di Montanari, 45 interventi in aula. Commissione bilancio di cui ho fatto parte: 186 giornate, 174 presenze, 80 interventi. Commissione Statuto, di cui ho fatto parte, 102 giornate, 86 presenze, 84 interventi. Aggiungerei 29 riunioni “extra” di altre commissioni, con 12 interventi...
Dove vuole andare a parare?
Non ho mica finito. Dopo i numeri le dico anche di cosa mi sono occupato. Non di cosa mi sono occupato così, tanto per parlare, ma per determinare un cambiamento, per fare una nuova legge, per dare un indirizzo alla Regione, per sbloccare una situazione. Vado?
Vada.
Sanità, welfare, politiche anticrisi, terremoto, infrastrtture, modernizzazione ecologica, parco del delta, legge sulle fusioni e unioni dei Comuni, legge finanziaria, droga, caso di Denis Bergamini (il calciatore argentano morto in Calabria in circostanze strane, è stata riaperta l’inchiesta), caso Aldrovandi, il mantenimento a Ferrara dello screening per la prevenzione del tumore all’utero, l’innovativa legge regionale sul patto di stabilità grazie alla quale Ferrara ha potuto spendere 55 milioni in più, norme sul gioco d’azzardo, sicurezza, legge sulle aree boscate (tremila ettari in più per l’agricoltura regionale di cui 1300 nella nostra provincia), legge che abbiamo faticosamente portato a casa grazie all’assessore Rabboni al quale sono orgoglioso di aver dato una mano...
Cosa c’entra questa attività con le spese per hotel e ristoranti?
Ci siamo. Io sono un persona modesta, non sono nato imparato e per saperne di più sono andato a istruirmi, ho coltivato e stretto relazioni, l’ha fatto non per costruirmi una rete di potere o personale, ma per trovare soluzioni ai problemi, per acquisire conoscenza, competenze e un minimo di autorevolezza, per cui se chiedi la parola in consiglio regionale magari ti stanno a sentire e ti danno anche un po’ retta. Ecco il perché dei viaggi, degli hotel e delle cene. Tutta l’attività che ho svolto è sempre stata rigorosamente legata alla funzione istituzionale.
Ma all’elettore del Pd che è frastornato, disgustato, demotivato, che anche a causa di questa inchiesta sulle spese dei consiglieri regionali forse non andrà a votare, lei cosa ha da dire?
In questi anni ci siamo tagliati tre volte lo stipendio e abbiamo radicalmente cambiato la legge sui rimborsi, perché in tempi di crisi è giusto così. Detto questo, so che la gente ha perso la pazienza e che la politica oggi è screditata. So che c’è amarezza e sconforto, spero che qualcuno possa conservare ancora un po’ di pazienza per aspettare l’esito di questa indagine.
Ma si vota il 23 novembre.
Io ho sempre lavorato per il rinnovamento della classe dirigente e sono contento dei risultati che sono stati raggiunti a Ferrara. Nelle liste del Pd ci sono giovani uomini e giovani donne che sono bravi e meritano fiducia. Chiedo di dare fiducia a loro e a Bonacccini, perché saranno in grado di portare ancora più avanti il rinnovamento del Pd e della politica.
Marcello Pradarelli
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