Pro biciclette il 54 per cento Ma che sgridate su Facebook!
Vittoriosi (per ora) nel sondaggio web, duramente bacchettati sui social media. Ecco il doppio destino dei ciclisti ferraresi, a cui gli “Amici della Bicicletta” vorrebbero regalare una città tutta a...
Vittoriosi (per ora) nel sondaggio web, duramente bacchettati sui social media. Ecco il doppio destino dei ciclisti ferraresi, a cui gli “Amici della Bicicletta” vorrebbero regalare una città tutta a Zona 30. Una proposta gradita alla maggioranza dei lettori della Nuova che finora hanno partecipato al nostro sondaggio (sul sito www.lanuovaferrara.it): fino alle 18 avevano votato 151 persone, di cui 81 (il 54%) favorevoli a estendere il limite dei 30 all’ora su tutto il territorio entro le mura, 68 (il 45%) contrari e il restante 1% (2 voti) che “non sa”. A fare da contraltare però, ci sono i rimproveri e lamentele postate sulla nostra pagina Facebook nei confronti della la ormai conclamata indisciplina di molti ciclisti. Giorgio Campana «Forse si dovrebbe cominciare dai ciclisti a imporre delle regole dal momento che quando sono x strada non rispettano nulla e nessuno - tuona Giorgio Campana - dopo di che si può parlare di limiti di velocità delle auto». Erik Paganelli ammonisce: «La teoria del "siccome sono in bici" sono esentato da ogni regola sulla circolazione crea danni a tutti, ciclisti in primis». Non solo diritti, ma anche doveri, aggiunge Alessandro Brescanzin: «Io sono per numero di telaio, targa, caschetto obbligatorio e assicurazione, tutto obbligatorio». Dopo aver elencato una lunga serie di infrazioni a due ruote di cui è stato testimone, Andrea Buzzoni conclude: «Ci sono molti automobilisti idioti e questo è vero, ma molti ciclisti fanno troppe manovre azzardate. Sì ai limiti ma solo in alcuni tratti, no al contromano». Secondo Carola Vallini «gli amici della bicicletta avrebbero diritto a più piste ciclabili e avrebbero il dovere di rispettare qualche regola stradale. I 30 sono inaccettabili e a neanche servono a nulla quando un ciclista ti si para davanti, in mezzo alla strada, contromano e a fari spenti». Però, ribatte Lidia Garbellini «Servono piste ciclabili, dalla periferia al centro». Ed Erika Natali conclude: « Mi sposto in bici ma mai contromano: è un'assurdità pericolosissima e dovrebbe essere pesantemente sanzionata».
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