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Scritte offensive sui muri Denunciati tre graffitari

Scritte offensive sui muri Denunciati tre graffitari

La Digos: identificati grazie alle telecamere, appartengono ad ambienti anarchici La dirigente Broccoletti: piena collaborazione dei residenti e della procura

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Si sentivano al sicuro, “primule rosse” come Banksy, il mito dei writers di tutto il mondo di cui dopo anni di attività svolta in segreto nelle più grandi città del mondo e murales valutati come vere e proprie opere d’arte, non si conosce ancora l’identità.

Ma Ferrara è una città piccola e non basta usare le bombolette nelle ore notturne per riuscire a mantenersi “invisibili”. Le telecamere fisse installate in alcuni punti del capoluogo dagli stessi residenti, stanchi di ritrovarsi la spazzatura gettata di fronte a casa o di essere svegliati dalla rissa scoppiata a due passi dall’ingresso del condominio, hanno consentito infatti di identificare chi, lo scorso settembre, ha sporcato i muri del centro storico con scritte offensive rivolte alle forze dell’ordine e ad altre istituzioni «civili e religiose», come si precisa in una nota la polizia che ha svolto le indagini sul caso.

I messaggi vergati con lo spray e spesso con una sorta di firma (“Ritmo”) sono comparsi in diverse strade cittadine: via del Turco, via San Romano, via del Podestà e vicolo del Chiozzino per restare nell’entromura, oltre a via Cesare Battisti, a due passi dalla stazione.

La Digos, diretta dal vicequestore aggiunto Rosaria Broccoletti, ha lavorato - spiega la stessa dirigente - in «piena sinergia con la procura (in particolare il pm Ciro Savino, ndr) e ha acquisito le immagini registrate da cittadini residenti nelle vie interessate». In quei video gli ispettori dell’ufficio hanno riconosciuto, poi, i responsabili degli episodi. Persone indicate come molto vicine, anzi «appartenenti» all’area gli ambienti anarchici di Ferrara, secondo la questura. Si tratta di tre giovani di età compresa fra i 19 e i 21 anni, della città e della provincia: S.G., 19 anni, nato a Ferrara, B.L. e B.E. entrambi di 21 anni, di Portomaggiore. Devono rispondere del reato di imbrattamento e deturpamento di cose altrui (art. 639 del codice penale) che prevede un aggravamento della sanzione, fissata in una multa, se i beni immobili sono «compresi nel perimetro dei centri storici». In questo caso non è indispensabile la denuncia di parte (si procede d’ufficio) ed è previsto l’innalzamento della multa fino a 1032 euro e l’elevamento della pena fino a un anno di reclusione.

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