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Itinerario “app” sui luoghi dei massacri

Il ricordo degli eccidi davanti al tragico “muretto”

 Il ricordo degli eccidi davanti al tragico “muretto”

Dalla Certosa al Doro, passando per il muretto del Castello: in tutto nove punti della città, macabri teatri di eccidi fascisti dopo l’8 settembre ’43. Alcuni coincidono con i dieci luoghi scelti per...

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Dalla Certosa al Doro, passando per il muretto del Castello: in tutto nove punti della città, macabri teatri di eccidi fascisti dopo l’8 settembre ’43. Alcuni coincidono con i dieci luoghi scelti per descrivere le persecuzioni subite dagli ebrei ferraresi. Sono i due percorsi ricostruiti da una “app”, un’applicazione per cellulari o Ipad, scaricabile gratuitamente, che fa parte del progetto “Resistenza mAPPe”. A promuoverlo è l’Istituto di Storia contemporanea: «Sono coinvolti tutti gli istituti delle regione – precisa la direttrice Anna Maria Quarzi – per realizzare strumenti simili nelle diverse città. Un modo per ricordare come tanti cittadini innocenti, non solo antifascisti, abbiano pagato con la vita la ferocia della repubblica di Salò; anche le persone appartenenti alla comunità ebraica di Ferrara, una tra le più numerose all’epoca, furono perseguitate e deportate». Intanto ieri mattina al Ridotto del Teatro è stata presentata ad alcuni studenti: le classi V B del Dosso Dossi e IV A dell’Aleotti, che in ottobre hanno visitato Auschwitz, e due terze medie del De Pisis, a loro volta coinvolte in un percorso didattico con al centro la memoria storica. Presente anche il figlio di Alberto Vita Finzi, uno degli undici “Martiri della libertà”, uccisi dai fascisti davanti al muretto del Castello, che nella seconda parte della mattinata si è voluto commemorare a 71 anni di distanza da quella terribile alba del 15 novembre 1943. Sul luogo della tragedia, anche le sagome dei trucidati per la mostra “Per non dimenticare”, realizzata lo scorso anno a cura dell'Istituto di Storia contemporanea con il contributo del Comune. Alla cerimonia sono intervenute le autorità civili, militari e religiose, e hanno preso la parola il rabbino Luciano Caro e il sindaco, nonché presidente della Provincia, Tiziano Tagliani.

Fabio Terminali

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