La Nuova Ferrara

Ferrara

Nelle ‘pagelle’ della sanità più bei voti che bocciature

Nelle ‘pagelle’ della sanità più bei voti che bocciature

Secondo l’agenzia nazionale sugli ospedali bene parti cesarei e gastroenteriti Ricoveri lunghi per gli interventi al femore. Voti medio-alti in quattro categorie

2 MINUTI DI LETTURA





Le ferraresi che devono partorire o far curare la gastroenterite del proprio bambino possono state tranquille: la sanità provinciale è in grado di fornire prestazioni di eccellenza in questi campi, riducendo al minimo, ad esempio, il ricorso al parto cesareo (viene considerato un indicatore di buona pratica ostetrica). Qualche pensiero in più possono nutrirlo le anziane con problemi di osteoporosi, visto che nell’intervento chirurgico al collo del femore, una delle conseguenze più frequenti di questa patologia, da noi è risolto in tempi più lunghi di quelli considerati buoni, con il rischio di aumentare le complicazioni. Per la maggioranza delle prestazioni-benchmark, in ogni caso, le nostre strutture sanitarie mostrano prestazioni medio-alte, anche se inferiori, di solito, a quelle delle altre province emiliane.

È questo il quadro della sanità ferrarese in pillole, che esce dal Programma nazionale esiti (Pne), sviluppato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali al fine di fornire al ministero elementi utili per correggere le storture. Il report è stato pubblicato in questi giorni con l’avvertenza che, ovviamente, i parametri utilizzati per le valutazioni sono tanto “oggettivi” quanto, in certi casi, poco mirati: si è scelto, ad esempio, di assegnare un punteggio alto al volume di attività, presupponendo che le strutture più grandi e operative possano fare meglio di quelle piccole. Sotto questo profilo, ad esempio, i 338 interventi per tumore al seno collocano il Sant’Anna all’ottavo posto tra tutte le strutture regionali, ed è un dato di qualità.

Tra le otto prestazioni prese come base di valutazione, in ogni caso, la posizione peggiore è, appunto, per la frattura del collo del femore: la percentuale d’intervento chirurgico entro 2 giorni sta nel range 29.3-48,1% del totale degli interventi, che è il terzo peggiore dei quattro analizzati. Un po’ alto anche il tasso di ospedalizzazione per tonsillectomia, tra lo 1,73 e il 2,97 per mille. Posizione migliore Ferrara l’occupa per la colecistectomia laparoscopica (degenza inferiore ai 3 giorni tra il 61,9 e il 75,4% dei casi), infarto miocardico (angioplastica entro 2 gg tra il 35,6 e il 47,1%), isterectomia (1,65-2,04 per mille di casi di ospedalizzazione) e broncopneumopatia ostruttiva (ospedalizzione nell’1,84-2,54 dei casi). (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google