Razzie seriali, catturata la banda
Il “Vecchio” faceva da palo portando a spasso il cane Dotty e i giovani ripulivano le case. Incastrati dalla polizia
Tre uomini e una cagnetta. Una banda quasi infallibile nello svaligiare appartamenti in modo professionale, ingegnoso e “pulito”. Uno dei tre faceva da palo fingendo di portare a spasso il cane, mentre gli altri due ripulivano la casa di turno portando via macchine fotografiche, monili, cellulari, computer, Ipad con implacabile delicatezza. Al punto che le vittime si accorgevano del furto solo aprendo i cassetti, tanto i ladri avevano avuto cura di lasciare tutto in ordine, senza il più piccolo segno di scasso alle porte blindate. Il loro errore, semmai, è stato quello di strafare: troppi furti in serie, tutti con la stessa tecnica della “chiave bulgara”, una specie di passepartout che permette di aprire le porte senza effrazione. Il loro zelo, alla fine, li ha traditi: «La loro tecnica ci ha fatto subito pensare alle bande di georgiani specializzati in furti in appartamento soprattutto nell’Italia del Nord», ha spiegato ieri il dirigente della Mobile Andrea Crucianelli nell’illustrare gli arresti di Luza Kvaraskheila, 27 anni, Avtandili Kervalishvili, 56 anni (detto “Il Vecchio”) e Giorgi Kokhreidzem 22 anni avvenuti il 5 novembre a Legnago (Verona) in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Bighetti su richiesta del pm Tittaferrante. Nell’ordinanza vengono contestati 10 furti, compiuti da marzo a luglio, quattro dei quali a Ferrara e i restanti tra Vicenza e il Padovano, ma il terzetto risulta indagato per altri sei episodi-fotocopia. L’indagine ha preso il via a marzo raccogliendo le testimonianze delle vittime e dei vicini. La prima svolta è arriva ad aprile, quando una testimone aveva riferito alla polizia il numero di targa di una Punto Grigia con tre persone a bordo che si allontanava da Malborghetto dopo un furto. Gli accertamenti hanno portato fino a una ditta di autonoleggio di Legnago, gestita da un georgiano (risultato estraneo alla vicenda), a cui i tre si rivolgevano per affittare le auto per i colpi. La banda dunque, era stata individuata: tre georgiani residenti in una palazzina di Legnago con contratto d’affitto intestato a una connazionale in regola. Le successive intercettazioni telefoniche hanno permesso di scoprire che a giungo il terzetto si preparava a colpire di nuovo a Ferrara a bordo di un’Audi A3. Come “scusa” i poliziotti sono ricorsi a un controllo stradale, bloccando l’auto a Pontelagoscuro. I tre sono stati così identificati e, visto l’armamentario che avevano in auto, denunciato per porto di arnesi da scasso. Una volta rilasciati, hanno pensato bene di evitare Ferrara e dedicarsi al Veneto. Ma più passavano le settimane, più gli inquirenti raccoglievano elementi contro di loro, fino a ottenere dal gip un’ordinanza di custodia cautelare. Il 5 novembre, a Legnago, sono scattati gli arresti per furto aggravato continuato in concorso e portati all’Arginone. In casa, oltre a parte della refurtiva, sono state trovate diverse chiavi e serrature su cui i tre facevano pratica, oltre a una confezione di Das per i calchi e due ricetrasmittenti. Si ritiene comunque che si tratti sono di una piccola parte del bottino accumulato dai tre (e in gran misura già ricettato). I tre infatti uscivano dalla mattina (con la cagnetta Dotty al seguito, immortalata anche sul profilo Fb del “Vecchio”) e tornavano alla sera, dedicandosi a tempo pieno ai furti. Oltre ai 10 contestati nell’ordinanza e i 6 per cui sono indagati, si ritiene che il loro curriculum sia molto più ricco. Per questo la polizia ha diffuso le loro foto, invitando eventuali altre vittime a farsi avanti.
Alessandra Mura
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