Un padre “scacciato” dallo stato civile
Non vede i figli da 9 anni, la madre e il suo compagno a processo per aver alterato le carte
Da nove anni i suoi figli vivono con la madre e un altro uomo, che ha preso in tutto e per tutto il suo posto di padre, anche nello stato civile. La donna e il suo attuale compagno, infatti, sono a processo con l’accusa di aver alterato lo stato civile dei neonati utilizzando false attestazioni. Con lo scopo (finora riuscito) di estromettere il padre naturale, di cui i piccoli, oggi cresciuti, non conoscono nemmeno l’esistenza. Per questo motivo l’uomo si è rivolto al tribunale ottenendo, nel 2010 dal giudice civile, una sentenza che stabilisce che l’attuale compagno della donna non è il padre naturale dei bambini. La coppia ha fatto ricorso ma nel frattempo la madre ha patteggiato una condanna per falso ideologico ed è finita di nuovo a processo, insieme al compagno, per l’alterazione dello stato civile. All’udienza di ieri (con sostituzione in corsa dell’avvocato di fiducia con un avvocato d’ufficio) sono stati ascoltati la parte offesa, il fratello (la donna è anche imputata per calunnia nei suoi confronti) e un ufficiale di polizia giudiziaria che hanno ripercorso la vicenda culminata nel procedimento penale.
Un procedimento nel quale, però, il quarantenne ferrarese che rivendica il suo ruolo di padre, non ha voluto costituirsi parte civile: «Portare via soldi a loro sarebbe come privare di risorse i miei bambini, e non è quello il mio scopo - spiega - Io vorrei solo poterli riabbracciare». Prossima udienza a dicembre.
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