Caccia al topo in scuole, case e giardini
L’autunno anomalo ha favorito la proliferazione, i cantieri fanno il resto. Centro e periferia est le zone più interessate
È l’autunno delle piene e dei topi. Uno degli effetti collaterali, tra i più fastidiosi, delle anomalìe meteorologiche, oltre che dei cantieri stradali, è la proliferazione di questi roditori cittadini nei parchi, nei giardini e infine nelle nostra case. Nessun allarme sanitario, ma ci sono negozi dei quartieri a est, che degradano verso la campagna, a secco di materiali per la lotta topicida fai-da-te (vanno forte le trappole a ormoni), ormai da diversi giorni. E i centralini delle varie aziende che si occupano di disinfestazione per conto dei privati, stanno diventando roventi. «È vero, quest’anno c’è una situazione particolare a Ferrara con un aumento della presenza di topi e conseguente necessità d’intervento» conferma Stefano Lucci, direttore di Amsefc, che con la sua sezione verde-disinfestazione si occupa esclusivamente degli spazi e degli edifici pubblici. Scuole comprese, che in questi giorni hanno fatto risuonare diverse volte l’allerta topi. «Abbiamo ricevuto alcune segnalazioni e stiamo intervenendo, per il momento non riscontriamo situazioni di allarme tali da dover effettuare disinfestazioni radicali, che portano alla chiusura temporanea delle scuole - è sempre Lucci a parlare - Dovesse succedere, tendiamo ad attendere il periodo delle feste di Natale. Certo, i problemi possono radicarsi più facilmente negli edifici dove ci sono controsoffittature adatte ad ospitare nidi».
In settimana c’è stato ad esempio un intervento di disinfestazione, con trappole, nella scuola materna statale di Quartesana, con successivo lavaggio disinfettante dei giochi liberi: le trappole hanno funzionato, è l’informazione arrivata ai genitori, e dovrebbe bastare così; se nei prossimi giorni, però, i topi tornassero, sarebbe necessario chiudere il complesso per tre giorni e agire più a fondo.
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Sulle cause di questa proliferazione si pronuncia il direttore di Ferrara Holding, Paolo Paramucchi, che il problema lo sta vivendo in proprio: «Ho messo le trappole anche a casa mia, è la prima volta che capita. Perché? Probabilmente l’autunno con temperature molto più alte della media ha favorito il ciclo vitale di questi roditori. Ma non ci sono problemi di carattere sanitario, è bene precisarlo». L’aspetto strano è che le stesse temperature dovrebbero favorire l’infestazione delle zanzare tigre, che invece si sono molto ridotte rispetto al (tremendo) autunno 2013. «Questa è la prova che l’entità di certi fenomeni è indipendente dai nostri sforzi, in quanto la lotta larvale alle zanzare tigre è stata fatta quest’anno con la stessa intensità degli anni scorsi. Per quanto riguarda i topi - aggiunge Lucci - la lotta in caditoia e nelle fognature, con le esche, è stata effettuata regolarmente, quindi non è questo il problema. Caldo a parte, c’è da sottolineare che ogni evento che modifica per un po’ di tempo la natura di un luogo, mette in movimento le colonie di topi. Nei giorni scorsi è successo, ad esempio, nella ex Caserma Pozzuolo del Friuli, e i risultati si sono visti in tutto il quartiere, compreso Palazzo Schifanoia». La ripulitura interna ed esterna dell’ex caserma è avvenuta, infatti, senza una preventiva disinfestazione, così i topi hanno cercato rifugio in posti più tranquilli. È quanto capita, tra l’altro, durante i lavori stradali che producono forti vibrazioni nel sottosuolo per diversi giorni, e di cantieri ce ne sono stati parecchi, di recente.
Amsefc può essere attivata solo su richiesta dell’Asl e dell’assessorato alla sanità, mentre gli interventi in case e aree privati bisogna rivolgersi al mercato. Un intervento di disinfestazione in genere dura diversi cicli di trappole, in quanto è difficile sradicare una colonia di topi in un solo colpo. Le trappole sono in genere a prova di animali domestici, e i roditori che mangiano le esche avvelenate muoiono dopo giorni, rimanendo quasi mummificati.
Stefano Ciervo
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