«L’Italia non ha ancora introdotto la lingua dei segni»
L'Ente nazionale sordi è tornato in piazza per manifestare contro l'immobilismo delle istituzioni, contro la discriminazione e per abbattere le invisibili barriere della comunicazione delle relazioni....
L'Ente nazionale sordi è tornato in piazza per manifestare contro l'immobilismo delle istituzioni, contro la discriminazione e per abbattere le invisibili barriere della comunicazione delle relazioni. Da martedì in tutta Italia, i rappresentanti locali dell'Ente stanno facendo sit in e incontri a favore del riconoscimento della Lis, la lingua dei segni italiana. L’altra mattina una delegazione di tre sordomuti, accompagnati da un'interprete, ha incontrato il prefetto di Ferrara, Michele Tortora, che si è impegnato a inviare un messaggio al presidente del Consiglio e al ministero del Lavoro affinché venga accettata la proposta di legge riguardante la Lis. «Cechi, sordi, muti, ogni giorno si scontrano con la barriera sociale della comunicazione. L'introduzione della lingua dei segni aiuterebbe a migliorare il dialogo e la comprensione tra le persone - sostiene la delegazione - L'Italia è l'unico Paese europeo, insieme a Malta e Lussemburgo, a non avere ancora introdotto per legge la lingua dei segni».
Mentre il presidente nazionale dell'Ente a Roma sta facendo lo sciopero della fame, in tutta la penisola centinaia di persone si muovono per l'affermazione dei propri diritti.
«Per giovedì 20 abbiamo programmato una manifestazione a Roma e potrebbe svolgersi in due modi molti diversi. Se - spiegano - la legge sarà approvata, allora la manifestazione sarà una festa comune e condivisa; se invece ancora una volta resteremo fermi, protesteremo».
Il prefetto Tortora dopo aver ascoltato con attenzione e preso in consegna la documentazione portatagli dalla delegazione, ha rinnovato la sua posizione: «Invierò una lettera al presidente del Consiglio e al ministero del Lavoro».
La proposta è stata firmata da numerosi parlamentari in maniera trasversale.
Samuele Govoni
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