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«La nuova scuola pronta nella prossima primavera»

«La nuova scuola pronta nella prossima primavera»

Reno Centese, a buon punto gli interventi per consolidare il terreno L’ingegnere Berti: siamo sicuri di poter realizzare le opere quanto prima

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RENO CENTESE. «Gli interventi di consolidamento del terreno si stanno svolgendo nel corretto rispetto dei tempi e l'impresa che ha vinto l'appalto è motivata a realizzare quanto prima le opere. Per questo, ritengo che nella primavera 2015 il nuovo plesso scolastico sarà pronto per essere consegnato all'amministrazione comunale». A tracciare un primo bilancio tecnico delle prime fasi di intervento per la realizzazione della nuova scuola di Reno Centese, è il direttore dei lavori, l'ingegnere Sergio Berti. «Sono tempi che – tiene a precisare –, se non ci saranno inconvenienti di sorta, potranno comunque variare in funzione delle condizioni atmosferiche. Ma in questi dieci giorni, e nonostante la pioggia, la ditta autorizzata come subappalto (la Keller, ndr) sta svolgendo un lavoro continuativo e sta ultimando le opere di consolidamento dei terreni del primo blocco». L'ingegner Berti indica così l'area più vicina all'odierna materna, dove un mezzo dotato di asta cava sta svolgendo le perforazioni nel terreno, e inserisce ghiaia nel sottosuolo. E spiega: «La scuola, secondo la distribuzione planimetrica, è suddivisa in tre blocchi, seppur uniti». I lavori di consolidamento nelle sue tre fasi dureranno 45 giorni, mentre per la verifica e il collaudo del lavoro svolto «tenderemo a svolgerlo nel contesto delle fasi di avanzamento lavori». Questa, è solo una delle soluzioni che sono emerse, altre emergeranno nel corso dell'intervento, che puntano a ridurre i tempi di realizzazione della scuola. E' l'obiettivo condiviso da Comune, Rup, Ati (formata dalla Sistem Costruzioni e Impresa Merighi) e ufficio direzione lavori, pur senza mettere in discussione l'efficienza dell'intervento. Il direttore dei lavori è poi più preciso in merito all'attività in corso del sottosuolo e di inserimento di ghiaia per contrastare la liquefazione delle sabbie: «Sotto questi terreni – spiega l'ingegner Berti - è stata riscontrata la presenza di alcuni banchi, in forma lenticolare ma abbastanza estesi, di sabbie con potenziali capacità di liquefazione. Da qui, l'intervento che prevede la perforazione e l'infissione del sottosuolo, attraverso un'asta cava che va a raggiungere i banchi di sabbia, ad una profondità che va dai 10 ai 15 metri. Qui, avviene l'introduzione e il rilascio di ghiaie che, vengono compresse, e si espandono nei banchi di sabbia. Questo sistema di compattazione va così, via via a modificare la struttura del terreno, e ad abbassare la potenzialità di liquefacibilità del terreno». Dalle prime valutazioni, già i primi risultati in termini di consolidamento: «Rispetto ai primi fori realizzati il 4 novembre, in cui i quantitativi di ghiaia erano superiori, negli ultimi fori fatti si trovano una più difficile penetrazione e un rifiuto da parte del terreno di una maggior quantità di ghiaia rispetto a quella assorbita. L'elemento definito, sarà comunque il collaudo, che darà l'assenso finale alla corretta esecuzione a regola d'arte dell'intervento». (b.b.)

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