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Economia in affanno? È anche perché siamo troppo vecchi

Economia in affanno? È anche perché siamo troppo vecchi

Nel libro di un docente, un ricercatore e una neolaureata studiato il rapporto tra demografia e dinamiche di sviluppo

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Se non godiamo di buona salute economica è anche colpa del fatto che siamo troppo vecchi e quindi troppo acciaccati per rimettere in moto il ciclo economico. Il rapporto tra stallo demografico e andamento dell’economia è stato studiato nel libro che venerdì stato presentato a Unife: Il volune “Ferrara 1861 - 2011. L'evoluzione socio-demografica della provincia per i sistemi locali del lavoro nei 150 anni dall'Unità d'Italia” (Aracne, Roma, 2014), è frutto del lavoro di Stefano Bonnini, ricercatore di Statistica del Dipartimento di Economia e Management di Unife, Aurelio Bruzzo, ordinario di Politica economica dello stesso Dipartimento ed Elena Curzola, laureata in Economia a Unife con una tesi su temi molto vicini a quelli del libro.

Al centro dell'incontro, i risultati del progetto di ricerca condotto dagli autori a partire dal 2011, anno del Centocinquantenario dell'Unità d'Italia, con l'obiettivo di fornire un concreto contributo sul piano dell'analisi socio-economica della Provincia di Ferrara.

Ad essere affrontati, infatti, sono i temi della dimensione e della composizione della popolazione ferrarese nella sua evoluzione quali-quantitativa registrata a partire dal 1861 fino all'ultimo Censimento Istat, effettuato proprio tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012 che dovranno spiegare, come ha introdotto nel suo saluto il Rettore dell'università di Ferrara Pasquale Nappi, la riconferma della realtà socio economica della provincia di Ferrara come "marginale" se confrontata ai dati regionali e soprattutto nazionali dal 1951 fino ai giorni d'oggi.

«Questo tema - Hanno spiegato Bonnini e Curzola - è stato affrontato con un rigoroso metodo statistico e ha importanti ripercussioni socio-economiche soprattutto a causa del negativo andamento evidenziato su quasi tutto il territorio provinciale fin dal secondo dopoguerra, esattamente dal censimento del 1951 in cui è avvenuta la drammatica alluvisone del Polesine .

Per Aurelio Bruzzo che ha tenuto le conclusioni della ricerca " si ha conferma dei rapporti fra stallo demografico, invecchiamento della popolazione e rallentamento economico che intravedono nell'alluvione del 1951 le cause principali e che per dinamiche economiche ha somiglianze macroscopiche con il rischio di "desertificazione" economica che stanno subendo le regioni meridionali del paese.

«L’andamento demografico fortemente negativo - come ha detto Elena Curzola - è stato solo parzialmente temperato dal miglioramento qualitativo delle condizioni di vita dei ferraresi e degli abitanti del resto della regione».

Lo studio dei flussi demografici legati all’economia rivstono un’importanza basilare anche per capire le origini delle crisi economiche e il loro sviluppo.

All'iniziativa sono intervenuti , oltre agli autori, il Rettore Pasquale Nappi, il Direttore del Dipartimento di Economia Simonetta Renga, l'Assessore Regionale Patrizio Bianchi, l'Assessore Comunale Simone Merli, Gloria Minarelli del Cda della Camera di Commercio di Ferrara, Federico Frattini, docente del Dipartimento di Economia e Management. A coordinare l'incontro Andrea Maggi, responsabile Comunicazione ed Eventi di Unife.

Lauro Casoni

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