«La Regione è venuta meno agli accordi»
Goro, pescatori sul piede di guerra: altre due concessioni sono state assegnate in Sacca
GORO. «Ci autotassiamo, scaviamo canali con le nostre forze per salvare il lavoro di anni, facciamo i salti mortali e poi veniamo bastonati proprio da coloro che dovrebbero porgerci la mano». Tra l’amarezza e la rabbia il presidente del Copego (Consorzio pescatori di Goro) Massimo Gennari punta il dito sulla Regione, facendosi portavoce del malumore dell’intera categoria. «Cosa è successo? Ancora una volta sono venuti meno alla parola data, eco cosa è successo. I patti erano chiari: basta concessioni in Sacca. E invece ne hanno date altre due, in zone oltrettutto non produttive. Una manovra, questa, che dovranno spiegare due volte...». Perché concedere un’area dove non si può poi piantare il prodotto? In questo modo gli allevatori hanno l’accesso in nursery, possono quindi prelevare il seminato, ma poi? Venerdì sera Gennari del Copego, Massimo Beneventi della Romamar e Fausto Gianella della coop La Vela, assieme ad altri rappresentanti delle cooperative si sono trovati per fare il punto dello stato dei lavori di escavo del canale. «Con grandi sforzi e grazie anche alla ditta Dragomar, abbiamo risparmiato 50mila euro. Il costo è di 290 euro a pescatore e tutti, tutti hanno accettato. Noi siamo uniti ma le istituzioni ci lasciano soli...».
Intanto della vicenda si è interessato il consigliere regionale Mauro Malaguti che ha presentato interrogazione a risposta scritta. «La Regione ha assegnato due nuove licenze per la coltivazione di mitili nella Sacca; un apposito studio, commissionato alcuni anni fa all’Università, aveva rilevato che le coltivazioni di mitili nella Sacca di Goro erano troppe rispetto alla naturale necessità di salvaguardia dell’ecosistema, e sconsigliava altri insediamenti di coltivazioni. Anche per tali motivi, le concessioni erano state bloccate con apposita delibera in scadenza fine 2013, dopo aver sentito e concordato il tutto con le Cooperative già operanti in Sacca e l’assessore competente aveva assicurato, in un pubblico intervento al Comune di Goro, che non si sarebbero più date concessioni oltre le esistenti. Non solo, tale assicurazione era stata ribadita da un Comitato tecnico in Provincia».
Ecco quindi che il consigliere chiede «il motivo per cui non si sia più deliberato il blocco delle concessioni nella Sacca di Goro, a tutela dell’ecosistema e anche a garanzia di equità rispetto alle tante altre richieste precedentemente pervenute e perché non si sia rispettato davvero un numero chiuso di concessioni, con la possibilità di ri-assegnarle solo in caso di rinuncia, come era stato in più occasioni assicurato dall’assessorato regionale».
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