«La scissione del Pd è già nei fatti»
Vendola: cambiar verso con Giovanardi è dura. I rifiuti? Venivano dal Nord
Nichi Vendola ha gli stessi gusti di Salvini in tema di acqua minerale («mi piace con le Bollicine», ed è stato il destro per parlare del rapporto profondo tra Vasco Rossi e la sua Puglia), ma il parallelo finisce qui. In completo grigio, mentre il leader leghista indossava la maglietta pro-Fabbri governatore, il presidente di Sel e della Regione Puglia si è presentato in redazione alle 17.30, scortato solo dalla segretaria regionale Elena Tagliani.
Che significato politico hanno per voi queste elezioni emiliane, dove vi presentate assieme a quel Pd che osteggiate in Parlamento?
«Così ha sempre funzionato, Pci e Psi governavano assieme a livello locale quando erano su sponde opposte a Roma. Non bisogna mai perdere di vista l’oggetto di queste elezioni, che è il governo regionale. Se poi vogliamo parlare di contraddizioni, queste non sono di Sel, che era alleata del Pd di Bersani mentre Renzi sta al governo assieme alla destra peggiore, i “diversamente berlusconiani”: come fai a cambiar verso con Alfano, Giovanardi e compagnia?».
Viste le fibrillazioni del Pd, puntate alla scissione della sua ala sinistra?
«La scissione è già nei fatti, quando le piazze piene di giovani, lavoratori e pensionati prefigurano un formidabile ritorno del conflitto sociale, mentre Renzi sembra impegnato a consegnare lo scalpo della Cgil ai grandi finanziatori del suo partito».
Torniamo in Regione. Lei è presidente della Puglia, come si governa con i nuovi tagli?
«Ho sentito parlare di federalismo per 20 anni, poi mi sono risvegliato un giorno con il cadavere del centralismo. Le Regioni non avranno più poteri su questioni fondamentali, dalle trivellazioni ai gasdotti, perderanno risorse per servizi come il trasporto pubblico, vedono dimagrire anno dopo anno i soldi per il disagio sociale. In Puglia devo tagliare 400 milioni di euro su 9 miliardi, ho carenze di organico a differenza di quassù al Nord, i miei top manager prendono 110-120mila euro al massimo, ho ridotto drasticamente gli stipendiati delle agenzie universitarie, in Puglia non c’è Rimborsopoli. Dove dovrei agire? La verità è che, in queste condizioni, le Regioni diventano un capro espiatorio delle scelte governative. Ma attenzione, se a Renzi riesce il miracolo di “uccidere” la Cgil, poi ci saranno i forconi».
A proposito di servizi, lei pensa che i sindaci emiliani facciano bene a contestare l’import di rifiuti dal Sud portato dallo Sblocca Italia?
«Va cambiato l’approccio al ciclo dei rifiuti. Se questi impianti vanno inseriti nel ciclo energetico, allora c’è bisogno di alimentarli in maniera costante. Serve coraggio per andare verso i rifiuti zero, e qui in Emilia è possibile. Basterebbe che tutti i Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti attivassero compostiere di comunità, e che quelli medi si dotassero d’impianti di compostaggio. Non dimentichiamoci, però, che il Sud è stato una pattumiera per le imprese del Nord, che hanno trovato conveniente gli accordi con la camorra. Io ho prestato soccorso a Berlusconi, prendendo 500mila tonnellate di rifiuti campani...». E Tagliani s’inserisce per ricordare che nel programma di Bonaccini è stato inserito un limite massimo di rifiuti speciali e dismissioni degli inceneritori.
Chiusura con Vasco Rossi: perché questo rapporto speciale con la sua Puglia?
«Ha presentato a Bari il nuovo album, ed è cittadino onorario di Puglia creativa, un distretto di 23mila imprese creative, 300 film prodotti e pure tecnologia aerospaziale. Il tutto sviluppato quando Tremonti proclamava “con la cultura non si mangia”».
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