«Pronti a bloccare l’autostrada»
Salvini, pampapato e politica: fare i ‘tranquillotti’ qui non serve. I miei aggressori? Ai lavori utili
Matteo Salvini è arrivato in redazione verso le 16.30, e subito gli è stato messo sotto il naso un piattino con fette di pampapato. «Buonissimo, è un dolce tipico? » si è informato il leader della Lega Nord, rimanendo stupito dal fatto che l’iter per il conseguimento dell’Igp è bloccato da anni: «Mi sembra incredibile, se è un problema di denominazione, pampapato o pampepato, si può risolvere: c’è qui il nostro eurodeputato veronese Lorenzo Fontana che segue queste questioni, gli assegno “in diretta” il dossier pampapato». Risolta in un baleno la questione di campanile, e dopo essersi informato doverosamente sulla differenza tra tortelli e i cappellacci di zucca («sono senza amaretto, vero?») Salvini comincia a parlare di questa campagna elettorale non convenzionale, scelta per se e per il candidato Alan Fabbri, che per una volta non è con lui. «Ma domani mattina siamo assieme all’inceneritore».
C’è stata una decina di denunce per l’aggressione da voi subìta dagli antagonisti al campo Rom di Bologna. Intendete riprovarci?
«Ci torneremo senza tanta pubblicità, perché vogliamo capire come mai la collettività deve pagare 130mila euro di utenze a queste persone che “ringraziano” spacciando cocaina, secondo le cronache recenti».
Quindi insistete in quella che molti hanno definito una provocazione.
«Guardi, ho visitato almeno una quarantina di campi Rom nella mia carriera politica, e mai era successa una roba del genere. La dò per superata, i denunciati (erano più di dieci quelli che ci hanno aggredito, comunque) spero che siano condannati a lavori socialmente utili, volontariato, pulizie».
Tra i vostri alleati, Forza Italia comincia a criticare questa campagna elettorale in elmetto e scarponi, come la definisce Fabbri. Non crede di far perdere voti centristi al suo candidato?
«Qui c’è un sistema di potere incancrenito da 70 anni, non faccio altro che incontrare agricoltori disperati, artigiani falliti, imprenditori e singoli cittadini che non ricevono rimborsi per i danni subìti, ospedali a rischio di chiusura. A volte non mi sembra nemmeno di essere in Emilia Romagna. Fare i tranquillotti non serve a niente, abbiamo scelto di farci sentire e va bene così».
A proposito di Forza Italia, è vero che lei si è accordato con Berlusconi sulla candidatura Fabbri in cambio del sostegno leghista al sindaco azzurro di Mantova, un “patto del tortello”?
«Ma no, a Mantova si vota in primavera, non aveva senso sfiduciare ora il sindaco. Poi Fabbri lo conoscete bene qui a Ferrara, è un sindaco valido ed è stato giusto candidarlo. Se è vero che Berlusconi gli ha chiesto di tagliarsi il codino? Non c’ero all’incontro, l’hanno raccontata così anche a me. Per anni mi hanno chiesto di togliere l’orecchino, che è ancora qui, come pure il codino di Alan...».
È vero che vuole bloccare l’autostrada per protesta contro la tassazione a terremotati e alluvionati? Su trivelle e rifiuti dal Sud che farete?
«Per l’autostrada siamo pronti, sono cose che prima si fanno e poi si comunicano. Ci sono 13 miliardi di danni per il terremoto, neanche uno risarcito: e da lunedì tornano a pagare le tasse, è una vergogna. I rifiuti del Sud non li vogliono Emilia e Lombardia, nelle zone terremotate sono terrorizzati dalle trivellazioni. Non si fa».
Tanti no: qualche proposta concreta?
«Ne faccio due. Soldi a padri e madri separati con minori a carico, 2.400 euro l’anno come abbiamo fatto in Veneto e Lombardia. E tenere aperti gli ospedali di sera e nel weekend, come in Veneto. Anche Bonaccini lo vuol fare? Eh, ma loro governano da 60 anni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
