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Viaggio nell'urlo del fiume

di Marcello Pulidori
Viaggio nell'urlo del fiume

Da Stellata a Gorino, 90 chilometri di paura, coraggio, gente, storie
VIDEO/1: LA PIENA A PONTE
VIDEO/2: LA PIENA A STELLATA

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Il fiume fa il suo giro, incurante di ogni cosa. A Stellata di Bondeno, una meraviglia di borgo dove il Po ce l’hanno a 50 metri, proviamo ad avventurarci con l’automobile fino all’argine. Da queste parti, in condizioni normali, per chi abita qui fare un giro sull’argine è quasi come bere un bicchiere d’acqua, un pellegrinaggio doveroso ad un grande amico-nemico che ti scorre affianco. Brutto tempo, cancelli sbarrati, strade inaccessibili e poca gente in giro. Il club Delfino non fa eccezione. Ora, visto così fradicio, sembra la copia inumidita del ritrovo che è di solito, dentro gli argini.

Il Po sale ancora e questa volta raggiungerà un colmo più alto rispetto alla piena di domenica che aveva toccato quota 2,70 sopra lo 0 idrometrico a Pontelagoscuro.
Rimane pertanto l’allerta a livello 3 (il massimo) fino al passaggio e al deflusso della prossima ondata di piena prevista per la giornata di domani, anche se gli esperti dell’Aipo ancora non si sbilanciano con previsioni orarie, aspettando il passaggio dell’onda lunga a Boretto nel reggiano e a Borgoforte nel mantovano per avere notizie più precise sulla quantità d’acqua in arrivo nel ferrarese. Su questo dato c’è l’influenza di vari fattori a cominciare dall’andamento degli affluenti, dal vento e dal piogge che anche ieri sono cadute abbondanti un po’ su tutto l’ampio bacino padano.
La lunga piena riserva ancora la giusta attenzione a non sottovalutare il problema ma nemmeno a caricare l’evento di allarmismo ingiustificato.
Il pericolo maggiore in questi casi è rappresentato dalla tenuta degli argini che già da molti giorni sono sotto pressione sia per la presenza dell’acqua alta in golena e sia per la pioggia. Il livello dovrebbe alzarsi e superare la quota 3 sopra il livello idrometrico, una misura che è ancora sotto il livello arginale in tutto il percorso ferrarese, ma continua il monitoraggio sugli argini dei fiumi 24 ore su 24.
«Bisogna ringraziare anche molti volontari - diceva ieri il responsabile della protezione civile del Comune di Ferrara, ingngner Claudio Capozzi - che in queste ore si stanno prodigando per controllare a vista tutto il percorso del Po. In questo modo, in caso di situazioni a rischio, come la formazione di fontanazzi o difficoltà di tenuta dell’argine, scatta immediatamente l’allarme di pronto intervento. Come Comune di Ferrara, appena si è verificato il superamento del livello di allerta 3 abbiamo fatto sgomberare tutte le abitazioni che si trovano nella golena fluviale. Si tratta di una ventina di persone che sono state sfollate, la maggioranza di loro ha trovato rifugio a casa di parenti, mentre tre persone hanno trovato ospitalità in un hotel cittadino in attesa del passaggio della piena. Contiamo, una volta che rientrerà l’allarme di terzo livello, di revocare l’ordinanza di sgombero, ma per questioni di sicurezza fino ad allora è vietato anche il transito sulla destra Po» .
Intanto la vigilanza, come ha spiegato Capozzi, è continua su tutto il tratto del grande fiume. Nella parte sinistra, quella della sponda veneta, ieri pomeriggio in prossimità di Santa Maria Maddalena sono stati rinforzati anche alcuni punti con l’aggiunta di terra nella sommità di un argine.
«È stato in intervento di sicurezza - ha spiegati il sindaco di Occhiobello, Daniele Chiarini - perché è stata notata un buca che si era formata e in questo periodo bisogna prestare massima attenzione. La piena comunque, stando alle informazioni che ci sono arrivate dall’Aipo, non dovrebbero superare la quota molto alta raggiunta nel 2000».
Sarà quindi una piena ancora lunga e farà stare un po’ in apprensione nelle prossime la gente che vive a ridosso delle sponde del grande fiume.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

 

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