«Basta accogliere Rom e rifiuti»
Drappello leghista ieri mattina davanti all’inceneritore
Nessuna folla eccitata e agitata ad aspettare Matteo Salvini e Alan Fabbri. Le 9 di domenica mattina evidentemente era un orario un po' scomodo per i giovani sostenitori che avevano già immortalato l'arrivo di Salvini a Ferrara il pomeriggio prima, sabato, con selfie e foto immediatamente postate su Facebook. Ad accogliere i due leghisti però c'era la vecchia guardia, uomini e donne con bandiere Lega Nord, magliette e fazzoletti verdi. Il candidato presidente della Regione Emilia Romagna e il suo sostenitore lombardo si erano dati appuntamento davanti all'inceneritore di Ferrara prima di partire alla volta di Fontanellato, nel Parmense. Alla manifestazione i leghisti hanno detto no all'articolo 35 del decreto Sblocca Italia. «Le regioni virtuose - ha affermato Fabbri - non possono occuparsi dello smaltimento dei rifiuti delle regioni non virtuose. Dopo tutto quello che facciamo per mantenere pulito il nostro territorio, non vogliamo i rifiuti provenienti da Napoli e dal Sud Italia. Non vogliamo pagare per gli altri». Salvini nel dare man forte al suo candidato ha rincarato la dose affermando: «L'Emilia non è la discarica di Italia che accoglie spazzatura, rom, immigrati e poi non si occupa di terremotati e alluvionati. Questo - ha detto - è l'ultimo appello elegante che facciamo dopodiché, bloccheremo l'autostrada». I leghisti hanno invitato anche "gli amici del Pd" dell'Emilia Romagna, anch'essi contrari all'art. 35, a puntare i piedi contro questa manovra. (s.g.)
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