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Influenza, il ritmo lento del vaccino

Influenza, il ritmo lento del vaccino

Cosenza (Asl): il ritardo del freddo può spingere l’utenza a rimandarlo, così si rischia di non renderlo efficace in tempo utile

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Ieri 18° di massima pomeridiana, oggi fra i 13° e 15°, in città e sulla costa. Il meteo dell’Arpa regionale conferma gli anomali picchi dell’autunno che stanno cambiando le abitudini e le aspettative delle persone. Niente riscaldamento acceso nelle case private nonostante il calendario si sia spostato nella parte del mese più vicina a dicembre, il cambio delle gomme delle auto che anticipa l’arrivo delle temperature per cui è consigliato, le zanzare che continuano a ronzare indisturbate a un mese dall’inverno. Tra gli effetti collaterali legati alla stagione meno rigida c’è anche la minore sensibilità psicologica della popolazione all’invito a sottoporsi alla vaccinazione anti-influenzale.

Ieri l’avviso compariva sui quotidiani locali dopo la prima settimana di attività del servizio di prevenzione riservato in particolare alle categorie che hanno diritto alla prestazione gratuita. «Il periodo più idoneo per vaccinarsi - spiegava l’annuncio dell’Asl - è compreso fra novembre e dicembre». Ma il rischio - come sottolineano gli operatori - è che il ritardo del freddo spinga l’utenzia a rinviare l’appuntamento con l’ambulatorio. «Non è la scelta più indicata - spiega il direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Asl, Giuseppe Cosenza - intanto perché il virus non scompare se la temperatura è un po’ più alta e poi perchè, se e quando la stagione si assesterà sui valori tipici, l’afflusso rischierà di congestionare i servizi». Chi può quindi, è l’invito di Cosenza, si rivolga al più presto all’ambulatorio pubblico o al proprio medico di famiglia per consentire al vaccino di poter agire in tempo utile. In provincia è stata ordinata una prima tranche di circa 60mila dosi integrabili con nuovi acquisti, precisa Cosenza. La dirigente dell’Ufficio Prevenzione e Controllo, Marisa Cova, aggiunge che «dal 2009, l’anno dell’allarme pandemia (risultato poi infondato, ndr), abbiamo constatato un calo dell’adesione. L’anno dopo ci fu il caso delle partite di vaccino ritirate. Forse si è generata un po’ di diffidenza a cui si aggiunge oggi la stagione più calda della media e la considerazione che sempre più spesso chi supera i 65 anni gode complessivamente di una buona salute. Infine il pregiudizio che di influenza ci si ammala solo col freddo».

Le prime adesioni dell’utenza negli ambulatori abilitati si sono già registrate. Roberto Tieghi, medico di base, ha provveduto a vaccinare «una buona parte di chi si è prenotato. Rispetto all’anno scorso però ho ridotto l’ordine di una trentina di unità, che nel 2013-2014 erano risultate in eccesso». La vaccinazione è indicata soprattutto per le categorie a rischio. Info: www.auslfe.it oppure http://www.saluter.it/saluteroggi.

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