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Cadf, sarà dimezzato lo stipendio del direttore generale

di Maurizio Barbieri
Cadf, sarà dimezzato lo stipendio del direttore generale

Il compenso si ridurrà da 240 a 120 mila euro lordi Il sindaco di Berra Zaghini: «Dalla politica un bel segnale»

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BERRA. Lo stipendio del direttore generale del Cadf Silvio Stricchi, sarà dimezzato. Dagli attuali 240 mila euro lordi l’anno si scenderà allo stipendio percepito dal segretario generale del Comune socio con la maggiore popolazione, che è Copparo, ovvero ad una cìfra non superiore ai 120 mila euro lordi più o meno quanto percepiscono attualmente i dg delle varie aziende partecipate tipo Area e Cmv. Come si sa l’ordine del giorno presentato dal sindaco di Copparo, Nicola Rossi, è stato approvato all’unanimità da tutti i soci che ha accolto proprio la proposta che avanzò il primo cittadino berrese, Eric Zaghini, ovvero di agganciare la retribuzione del direttore dell’azienda a quella del segretario generale del Comune socio più grande come popolazione.

«Mi pare significativo che l’ordine del giorno sia stato proposto dal collega Rossi - esordisce lo stesso Zaghini - con il quale è stato dato mandato al Consiglio di amministrazione (è presieduto da Cristiano Bertelli e comprende i consiglieri Antonio Cardi, Morena Feggi, Daniele Mantovani e Elena Rossi) di attuare quanto proposto dai soci. L’importante è che la politica abbia compiuto questa scelta dando un segnale importante. Il mandato è ampio - continua Zaghini - e non riguarda solamente il compenso del direttore generale ma vanno rivisti tutti i costi. Si tratta di una questione di equità sociale, di riequilibrio». Quando Zaghini fece questa proposta non vi fu un’adesione corale anzi la proposta venne accolta tiepiedamente. «Non c’è stata un’adesione immediata alla mia idea ma qualche collega subito si accodò. Nicola Rossi e Andrea Marchi dissero che si trattava di stipendi che erano fuori dal sentire comune. Devo dire che anche all’interno del Partito Democrarico non ho visto altrettanta battaglia e solerzia per accompagnare questa proposta come invece si era verificato nel caso di Hera. Quanto affermato lo hanno detto a denti stretti. Voglio anche rilevare che la proposta l’ho avanzata io ma non ho inventato nulla in quanto avevo approfondito la questione legata ai servizi pubblici locali. Ho semplicemente fatta mia la proposta di Cottarelli che era stato incaricato da parte del governo di verificare i costi e proporre gli eventuali tagli nella pubblica amministrazione. Diciamo che a livello locale ho inteso portare avanti questa battaglia. Un tema, quello dei costi che interessa molto da vicino i cittadini - conclude Zaghini - specie in questo periodo di difficile congiuntura economica e figura anche la richiesta di attuare politiche tariffarie che tengano in considerazione le difficoltà dei soggetti economici territoriali».

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