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Cercom, si tratta: scioperi sospesi

Cercom, si tratta: scioperi sospesi

Filo, l’azienda ha garantito lavoro per una ventina di addetti sino a fine gennaio

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FILO. Scioperi sospesi alla Cercom dopo l’incontro avuto sabato tra il nuovo responsabile della proprietà Cir-Serenissima, Maurizio Gianotti e i delegati aziendali. L’azienda ha in parte accolto la richiesta di mantenere viva la produzione dopo la richiesta dell'azienda di ricorrere nuovamente alla cassa integrazione a zero ore per altre 10 settimane, sino a fine gennaio prossimo. Una ventina di lavoratori a rotazione effettuerà lavori cosiddetti di rettifica, scelta e confezionamento del prodotto. Un’attività che sarebbe garantita fino alla fine di gennaio con un eventuale prosieguo di altre cinque settimane, mentre l’azienda starebbe valutando di produrre il cosiddetto atomizzato ovvero un impasto che viene pressato per produrre piastrelle che verrebbe venduto ad altre aziende ceramiche. Nel contempo prosegue la trattiva con l’azienda Terre della Badia SpA di Sant’Antonino di Casalgrande nel Reggiano che aveva manifestato un interesse per l’acquisizione della Cercom di Molino di Filo anche se questa trattativa sarebbe in una fase di stagnazione Terre della Badia ha già acquisito due anni fa le Ceramiche Gresmalt di Frassinoro (Mo) salvaguardando l’organico dello stabilimento modenese (circa 80 lavoratori) consentendo la continuità produttiva. Venerdì è previsto un incontro tra i sindacati provinciali Femca-Cisl di Ferrara e Filctem-Cgiol di Ravenna e la proprietà mentre al pomeriggio gli stessi sindacati relazioneranno i lavoratori filesi. Nel corso dell’incontro sarà approfondita la situazione e soprattutto si cercherà di avere risposte concrete sull'impegno del gruppo reggiano e le relative soluzioni che stanno adottando per uscire da questa crisi dell'azienda che ha già visto8 mesi complessivi di fermata da gennaio ad agosto. La preoccupazione maggiore per sindacati e lavoratori è quella che la proprietà Cir-Serenissima decida di lasciare Filo per concentrarsi nel territorio Reggiano anche se la proprietà, che fa capo alla famiglia Romani, intenderebbe chiudere la trattativa con il gruppo Terra di Badia Spa per non lasciare sul lastrico gli 84 lavoratori che sono attualmente occupati nella fabbrica .(m.bar.)

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