L’ex pm Guerra ritira la querela Il processo al giornale non si farà
Una coda del caso Aldrovandi: giornalisti accusati di diffamazione, il 19 dicembre tutto sarà cancellato Il legale della Nuova: «Una loro decisione autonoma». Boldrini: «Alla fine ha prevalso il buon senso»
È finito tutto con una firma, così come era cominciato 4 anni fa con l’identificazione di chi aveva scritto e i loro nomi sull’atto di querela. Ieri la firma è servita per accettare la remissione di querela per diffamazione presentata nel 2010 dall’ex pm Mariaemanuela Guerra contro cronisti e direttore della Nuova Ferrara. E così il processo, fissato per il 19 dicembre prossimo, coda giudiziaria del caso Aldrovandi, non si farà: perchè finito, concluso, stoppato. Ci sono voluti 4 anni da quella prima denuncia, e tra rinvii, nove udienze e tre giudici cambiati in corsa, alla fine il processo sarà annullato. Tutto verrà formalizzato il 19 dicembre davanti al tribunale di Mantova (Antonella Toniolo e pm Paola Reggiani) e in vista di quella data, la ex pm e i propri legali hanno chiesto - «in modo autonomo e senza porre condizioni», precisa l’avvocato Arrigo Gianolio di Mantova, legale del nostro giornale -, di rimettere la querela nei confronti dei giornalisti Paolo Boldrini, oggi direttore della ‘Gazzetta di Mantova' che nel 2010 dirigeva ‘la Nuova Ferrara' e il cronista Daniele Predieri: una richiesta accolta dalla Nuova Ferrara e chiudere per sempre il contenzioso. Una conclusione che era stata già annunciata e che si sarebbe dovuta concretizzare in aula, il 19 dicembre, anticipata, visto che la remissione di querela è stata depositata dall’ex pm Guerra sabato scorso alla polizia giudiziaria della procura di Ferrara. Una conclusione accolta con soddisfazione da giornale e giornalisti che Paolo Boldrini sintetizza così: «Alla fine ha prevalso il buon senso: ringrazio l’avvocato Gianolio e il cronista Predieri che ha preparato le memorie difensive».
Il processo che si conclude aveva visto in passato, nel marzo 2013, assolti altri cronisti del giornale e Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, anche lei accusata di diffamazione dalla ex pm Guerra, per le durissime critiche mosse all'operato del magistrato che si occupò nei primi sei mesi dell'inchiesta sulla morte di suo figlio Federico. Il processo penale ancora aperto era parallelo a quello civile voluto dall’ex pm contro la Nuova Ferrara, concluso ad Ancona nel settembre scorso con la sentenza che ha assolto il giornale nella causa per danni, «per non meno di un milione e mezzo di euro»: richiesta contro la Nuova per una (presunta) campagna stampa dal 2007 al 2010, denigratoria e diffamatoria nei confronti dell’ex pm Guerra. Il giudice anconetano aveva rigettato la tesi del magistrato «perché infondata in fatto e in diritto» e aveva condannato l'ex pm Guerra alle spese di lite, pari a 2500 euro, poichè - la sintesi della motivazione del giudice - il nostro giornale non inventò nessuna campagna stampa, anzi, scrivendo sugli strascichi del caso Aldrovandi e della pm Guerra che ne seguì le prime indagini, aveva esercitato solo «un diritto di cronaca e di critica».
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