«Non puntate il dito ancora una volta su persone sbagliate»
GORO. «Attenzione a puntare il dito, ancora una volta, sulla famiglia sbagliata. Chi sa deve parlare». Fra tante questa è forse la frase che più ha colpito domenica in piazza a Goro durante la...
GORO. «Attenzione a puntare il dito, ancora una volta, sulla famiglia sbagliata. Chi sa deve parlare». Fra tante questa è forse la frase che più ha colpito domenica in piazza a Goro durante la fiaccolata organizzata per ricordare Willy Branchi, il 18enne barbaramente ucciso 26 anni fa. A leggere la lettera Andrée Branchi, cugina della vittima, che con tono deciso ha sottolineato i passaggi più importanti. In queste ultime settimane, dopo la riapertura del caso, soprattutto un nome ha iniziato a correre per le vie del paese e nei tavolini dei bar. Si tratta di una persona morta da qualche tempo, molto conosciuta in paese che, secondo voci di piazza, sarebbe stata aiutata da complici in un secondo momento.
Ma qualcuno “molto vicino alla famiglia”, persone che “hanno vissuto ogni singolo istante di questa tremenda vicenda”, sta ora invitando alla calma, chiedendo di non portare, eventualmente, gli inquirenti si piste sbagliate perché la sete di verità è tanta. Ma come si fa ad essere sicuri dell’innocenza di qualcuno? Evidentemente ci sono prove e indizi, evidentemente qualcuno davvero conosce fatti che, al momento, restano chiusi in qualche cassetto. Dal palco, dunque, l’invito alla calma, a collaborare con gli inquirenti ma senza diventare giudici.
Indubbiamente la giornata di domenica resterà impressa nella memoria delle oltre duemila persone che hanno partecipato. «Venerdì alle 17 dirò una messa per Willy - ha annunciato il parroco di Goro, don Francesco - e intanto resto a disposizione di chiunque voglia lasciare a me il suo sfogo, perché giustizia deve essere fatta».
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