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Zappaterra tende la mano agli ex M5S: Comacchio crescerà

Zappaterra tende la mano agli ex M5S: Comacchio crescerà

Le strategie sulla sanità, i servizi e la lotta all’erosione spiegate dalla candidata del Pd al consiglio regionale

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Il caso l’ha sollevato il sindaco di Comacchio, Marco Fabbri. Dopo l’espulsione del gruppo comacchiese da M5S, Fabbri ha posto 10 domande ai candidati alle regionali, perché chi si impegnerà per Comacchio, «avrà il nostro voto», di ex 5 Stelle. A raccogliere la “sfida” è Marcella Zappaterra, candidato Pd al consiglio regionale.

Quali azioni risolutorie si intendono programmare per la lotta all'erosione della costa e al continuo insabbiamento del Porto canale di Porto Garibaldi?

Purtroppo - spiega Zappaterra - non esistono azioni risolutorie, ma serve una continua “manutenzione” della costa con stanziamenti appositi annuali sui capitoli previsti dalla L.R.17 per i ripascimenti. Le scogliere hanno dimostrato di non risolvere il problema e in alcuni casi di essere addirittura dannose. I ripascimenti sono lo strumento più adatto: la sabbia non manca e nello scanno di Goro addirittura rappresenta un problema per la molluschicoltura. E prelevare sabbia dalla bocca del Portocanale potrebbe risolvere pure il problema dell'insabbiamento anche se, essendo il Porto di competenza comunale, per farlo serve l'intesa tra enti.

Intendete rivedere il modello approvato per la sanità ferrarese? Per l'ospedale San Camillo è ipotizzabile un modello di gestione anche pubblico-privato che riporti la struttura a offrire servizi ospedalieri?

La sanità ferrarese in questi anni si è avvicinata al modello della sanità regionale considerato3º al mondo e 1º in Italia per qualità, anche se su alcune problematiche serve ancora molto impegno da parte delle Asl. Sulla riorganizzazione degli ospedali, occorre essere realistici: non ci sono le condizioni per aumentare presenza di strutture pubbliche o numero di posti letto. La strada da seguire è valorizzare le strutture esistenti secondo un modello che concentra in un Hub altamente specializzato i casi più complessi, e integra l'assistenza medica e ospedaliera con una rete di ospedali di primo livello, case della salute e ospedali di comunità disseminati sull’intero territorio, realizzando funzionali aree specifiche di servizio, ottimizzando spazi e spesa, reinvestendo le risorse recuperabili in servizi e prestazioni. Il “San Camillo”, in questo quadro, ha una sua funzione e può concorrere a qualificare il sistema sanitario ferrarese. Se si manifestasse un interesse reale di privati a rilevare la struttura e qualora ciò non determinasse costi di convenzionamento da parte del pubblico, saremmo davanti a un nuovo scenario, da valutare senza pregiudizi.

Rientra nelle vostre linee programmatiche il completamento del Trasporto rapido costiero da Cattolica a Venezia, via Comacchio? Se si, con quali tempi e risorse?

L'obiettivo della prossima legislatura regionale sarà costruire un sistema metropolitano regionale con collegamenti rapidi tra costa e aeroporti. Per il collegamento ferroviario tra Ravenna e i Lidi comacchiesi, ritengo sia un progetto di assoluto interesse che dobbiamo cercare di portare avanti. Ma occorre evitare di condizionarlo all'approvazione di una proposta più ambiziosa che riguarda anche il Veneto, il rischio sarebbe di non andare avanti su niente.

Quale modello per l'Ente Parco del Delta del Po?

Il Parco del Delta del Po per dimensioni e importanza potrebbe certamente diventare Parco Nazionale, ma per le difficoltà in cui sono i parchi nazionali oggi, non ho dubbi che la priorità sia lavorare per il modello del Parco Interregionale. In questi anni il Parco veneto e quello emiliano-romagnolo hanno già collaborato su molti progetti, la costituzione del Parco Interregionale farebbe fare il salto di qualità.

Ritenete necessario e prioritario collegare oltre la città anche la costa con gli aeroporti di Venezia e Bologna)?

L'esperienza del Bus&Fly per il collegamento Ferrara-Bologna è un caso di successo che nasce dalla proposta imprenditoriale di un soggetto privato "aggregato", che ha coperto un segmento di mercato trovandone un ritorno economico e che al sistema pubblico ha chiesto un contributo in termini di promozione. Lo stesso modello sarebbe replicabile per i collegamenti con altri aeroporti, anche se per un servizio efficiente, sostenibile e “all’altezza” è necessario un confronto preliminare con gli operatori. Certo un buon progetto che integri turismo-trasporto-sviluppo potrebbe trovare coperture finanziarie anche dalla UE.

Come intendete riformare la L.R. 21/2012 rispetto alle funzioni di area vasta?

La nuova governance regionale sarà articolata su 4 livelli: i comuni (singoli o in unione), la città metropolitana di Bologna, le aree vaste che sostituiranno le Province e la Regione come soggetto della programmazione strategica, della regolazione e della legislazione. Anticipare ora definizione e funzioni delle aree vaste sarebbe fantasioso e inutile: non si sa quando le Province saranno sostituite e la definizione delle aree comporterà un confronto con i territori e i Comuni del quale si terrà conto.

Quali modalità per la gestione dell'acqua e dei rifiuti a livello provinciale?

Sui servizi pubblici locali spetta agli enti proprietari delle aziende - fin quando non verrà cambiata la normativa - la decisione su cosa fare. Ritengo sia stato positivo il percorso intrapreso su due bacini territoriali per la gestione dei rifiuti, ma occorre fare un passo in più e iniziare a pensare ad aggregazioni o comunque a un riposizionamento delle nostre aziende sul mercato. In ogni caso, per la soluzione migliore, è decisivo che il punto di partenza di tutto siano qualità e sostenibilità dei servizi. per i cittadini e non il perseguimento di interessi di altra natura. Sull'acqua la questione è diversa. C'è stato un referendum sulla privatizzazione del sistema idrico e sarebbe curioso pensare a ipotesi che vadano nella direzione opposta ai risultati. Poi nel Ferrarese c'è una situazione che funziona bene, con due gestori che stanno garantendo, come si evince dai rapporti periodici di Atersir, un servizio di qualità ai cittadini. Non mi pare quindi ci sia l'urgenza di intervenire sull'assetto attuale con misure improvvisate o imposte. Ma una questione non è più rinviabile: stabilire come recuperare le ingenti risorse per migliorare le reti e ridurre le perdite importanti che ancora ci sono. Si può ragionare sulle economia di scala che potrebbero derivare da eventuali aggregazioni, ma purtroppo la dimensione del problema è enorme e va affrontata al più presto dal nostro parlamento.

Quale futuro per la Camera di Commercio di Ferrara?

Le aggregazioni delle Camere di Commercio non sono di competenza regionale e le decisioni spettano esclusivamente alle Camere interessate. A prescindere dalle scelte che verranno fatte sull'organizzazione camerale l'importante è valorizzare le peculiarità e le vocazioni del nostro territorio costruendo sinergie con i territori limitrofi.

Quale futuro per l'Idrovia e quale ruolo per l'autorità portuale di Ravenna nell’ambito della stessa?

Sull'idrovia ferrarese, oltre ai 150 ml di assegnazione ministeriale/UE per le opere già appaltate e in gran parte realizzate nell'area di Comacchio/Porto Garibaldi, va continuato il fund raising avviato con l'Unione Europea per finanziamenti a gestione diretta sui bandi del trasporto per le vie navigabili che nei prossimi 7 anni prevedono finanziamenti importanti e la priorità a progetti integrati (turismo e sviluppo economico. Il progetto, dunque, andrà avanti e la Regione potrà studiare bandi ad hoc per sostenere l'indotto imprenditoriale legato all'infrastruttura. Per i rapporti con Ravenna, l'Autorità Portuale ha richiesto di essere riconosciuta quale autorità portuale regionale, con un’estensione territoriale, quindi, che potrà ricomprendere anche Porto Garibaldi. Il Porto di Ravenna, che già è parte dello steering committee sull’Idrovia ferrarese, insieme alla Regione e all’Aipo, finora coordinato dalla Provincia di Ferrara, secondo la Regione è proprio il soggetto migliore per garantire un futuro commerciale nell'utilizzo della via d'acqua e sta già lavorando con alcune grandi imprese del territorio per verificare interessi di trasporto».

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