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Emergenza nutrie sugli argini, servono altri soldi

Nutrie pericolose per gli argini
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Nutrie pericolose per gli argini

L'amministrazione provinciale non può più pagare i cacciatori, mancano 20mila euro. La Prefettura convoca un tavolo

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L'emergenza nutrie è finita all'attenzione del prefetto Michele Tortora, che si è reso disponibile a costituire un tavolo provinciale con Comuni, Provincia e soggetti interessati (Aipo, volontari, associazioni agricole, consorzi di bonifica) per aiutare la ripresa dei piani di abbattimento di questi roditori, pericolosi anche per gli argini dei fiumi. Lo ha riferito il vicepresidente della Provincia, Nicola Rossi, in Consiglio provinciale, che ha annotato come gli abbattimenti siano fermi dall'11 agosto, data di approvazione della normativa che identifica le nutrie non più come fauna selvatica ma come animali nocivi, togliendone però la competenza alle Province.

La convenzione servirà a dare una copertura giuridica ai cacciatori volontari che si renderanno disponibili a seguire i piani di abbattimento dei singoli Comuni, anche se resta il problema dei soldi. La Provincia non può più metterne fuori, il Consorzio di Bonifica di Ferrara si è reso disponibile ad alzare la sua quota a 20mila euro, ma ne servono altri 20mila. Dovrebbero sborsarli i Comuni, sulla base di una ripartizione ancora da definire, ma alcuni sindaci hanno chiesto di battere anche altre strade. L'attuale emergenza idraulica passerà, in ogni caso, senza che sia stato possibile intervenire.

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