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Miseria, freddo e indifferenza Tragedie nascoste a Ferrara

Si muore di miseria e anche di freddo, a Ferrara: e non è la prima volta che una serie di circostanze avverse portano alla morte di una persona. Il primo caso, negli ultimi anni, risale al 2007...

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Si muore di miseria e anche di freddo, a Ferrara: e non è la prima volta che una serie di circostanze avverse portano alla morte di una persona. Il primo caso, negli ultimi anni, risale al 2007 quando in una notte di ottobre perse la vita Romano Lisandri, ucciso da un malore lungo la strada. Nel 2010 morì Said Belamel, trentenne di nazionalità marocchina.

Dopo una serata passata nella discoteca Madame Butterfly venne trovato in fin di vita fuori dal locale. Said aveva bevuto troppo e si era sentito male, ma nessuno chiamò i soccorsi. Così uscì dalla discoteca, si allontanò dal parcheggio e dopo aver vagato nella zona di via Colombo scivolò e cadde nelle acque freddissime del canale. Dopo una notte di agonia venne trovato da una guardia giurata ma ormai era troppo tardi per salvarlo.

Nel 2012 Nicu, un cinquantaduenne di nazionalità rumena, morì di stenti e freddo dentro ad un misero garage al Barco, anche allora in condizioni pietose. Circa un anno fa, nel dicembre 2013, toccò invece a Dorotta Dobrrotka, donna di nazionalità polacca, viveva con il compagno in una baracca sotto al ponte della circonvallazione tra l'Agenzia delle entrate e zona Arginone. (s.g.)

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