Piano protezione civile Compiuto il primo passo
Argenta, approvato con l’astensione della minoranza che vuole approfondimenti Deluso l’assessore Borea, che attedeva il voto unanime del consiglio
ARGENTA. Ha sperato tanto di ottenere un voto unanime sul nuovo piano di protezione civile e invece, l’assessore Sauro Borea si è dovuto accontentare di elogi per i relatori ma di un’astensione delle opposizioni consiliari. E dire che, sabato scorso, il nuovo piano speditivo di protezione civile, è stato illustrato nell’aula consiliare con dovizia di particolari dai tecnici esterni e fra questi i tre tecnici argentani Raffaele Brunaldi per la parte sismica, Matteo Pollini e Francesco Cesari per la parte idraulica oltre ai dirigenti comunali Luisa Cesari(urbanistica) Carlo Ciarlini(Comandante polizia municipale) e la collaborazione di Gaia Gherardi. Una piano speditivo che stabilisce cosa fare in caso di sisma (che c’è dietro l’angolo ma non si sa quando) ma soprattutto, come dovranno comportarsi gli argentani in caso di rischio idraulico generato dal Reno. Un’analisi dettagliata delle criticità e dei possibili scenari nel caso di rottura arginale (“manca un’analisi dettagliata sulle tane di animali” ha fatto notare il geologo Matteo Pollini il quale ha rincalzato la dose sui grossi rischi dovuti alla fitta vegetazione dentro il Reno) o di inoperatività degli impianti idraulici. Dunque, il primo passo del nuovo piano speditivo è stato fatto ora manca la comunicazione, l’illustrazione agli argentani e l’assessore Borea ha annunciato che nel 2015 verrà organizzata un’esercitazione indispensabile per far conoscere dove confluire la gente nelle zone alte (in caso di alluvione) e in altre in caso di terremoto. Il dibattito ha riservato l'osservazione di Luca Bertaccini(M5s) che il piano cioè doveva essere pronto nel 2012 e che oggi, comunque dovrà essere aggiornato visto che non contiene i dati del terremoto 2012 perché, ancora non pubblicati.
«Un ritardo voluto - gli ha risposto il sindaco - per la complessità del territorio. Oggi abbiamo fatto il primo passaggio poi faremo quello informativo con parole chiare per non provocare errori». Gabriella Azzalli (Ar) oltre a chiedere di coinvolgere il volontariato e i gruppi consiliari, ha sollecitato di investire sul piano definitivo. Luca Simoni (Pd), invece, ha raccolto l’invito del geologo Pollini di far fare un controllo del territorio in relazione alle tane di volpi e nutrie che rappresentano un rischio idraulico in quanto, sono animali che fino a qualche tempo fa erano soggetti ad un piano di controllo da parte dei coadiutori/cacciatori ma che oggi non vengono più abbattuti. Alla domanda infine di Gabriele Strozzi(Fi) se il piano è già operativo, il comandante Ciarlini ha risposto «al 100% e non aggiunge nulla a ciò che avevamo».
Giorgio Carnaroli
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