«Sono tanti, temevo succedesse»
L’ho visto e sentito che era freddo: triste vederli in certe condizioni
E' morto in solitudine, lontano da tutti, sui sedili della sala d’aspetto della stazione: ieri alle prime ore del mattino, quando fuori ancora era buio, una vita si è spezzata all'interno della stazione ferroviaria di Ferrara. E a dare l'allarme è stato l'edicolante: «Quando ho aperto l'edicola, in attesa dell'arrivo del corriere con i quotidiani, non ho dato particolarmente peso al fatto che ci fosse qualcuno che dormiva davanti alla porta del negozio. E' ormai routine, soprattutto adesso che arriva il freddo».
«Verso le sei però - ricorda - ho notato che l'uomo era in una strana posizione, aveva il viso appoggiato al pavimento, così mi sono avvicinato. Subito ho visto che le mani erano di colore scuro: non era un buon segno. L’ho scosso e però non ha dato segni di risposta, l'ho toccato e ho sentito che era freddo».
All'uomo dei giornali vengono ancora gli occhi lucidi. In stazione ogni notte trovano riparo circa una decina di disperati, senzatetto, tossicodipendenti: una schiera di invisibili che spesso passa inosservata agli occhi dei primi e degli ultimi pendolari. Se ne vanno la mattina presto e tornano la sera, verso le dieci, è difficile incontrarli durante il giorno. «Era da dire che prima o poi sarebbe successo - prosegue con una nota di rammarico - Qui ce ne sono certi che versano in condizioni davvero precarie. C'è una ragazza, sulla trentina, che è sempre "fuori"; barcolla, si accascia. Spesso arriva l'ambulanza perché rischi l'overdose…». Tornando all'uomo deceduto, non era uno che si vedeva abitualmente da quelle parti. «Qualcuno degli altri senza tetto mi ha detto di conoscerlo di vista, ma nulla più… Era anziano, non aveva nessuno? E' morto da solo, di notte, sul pavimento di una stazione. Mi è dispiaciuto tanto e a pensarci - conclude il titolare dell'edicola - è un fatto davvero triste».
Samuele Govoni
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