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sanità e polemiche

Tagliani: bene gli ambulatori aperti nel week end. Uil e Fials: una 'toppa' elettorale

Ambulatori, ospedale
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Ambulatori, ospedale

I commenti dopo l'annuncio che si cerca di ridurre la lista d'attesa per visite ed esami medici

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Tra i vari incarichi che il nuovo assetto delle Province ha attribuito al sindaco Tagliani, c’è anche quello di presidente della Conferenza sanitaria territoriale, un ruolo che spettava all’ex presidente dell’ente locale riformato. In questa veste Tagliani ha accolto con soddisfazione la notizia del provvedimento regionale che punta a ridurre le liste d’attesa. «Tutto il mio appoggio e apprezzamento per l'azione messa in campo da entrambe le aziende sanitarie territoriali con lo scopo di ridurre le liste d'attesa - il suo commento - estendendo la possibilità di esami e accertamenti diagnostici anche il sabato e la domenica. Un provvedimento che, unitamente ad una rigorosa appropriatezza delle prescrizioni e al contrasto del fenomeno dell'annullamento degli appuntamenti specialistici senza comunicazione, costituisce un passo avanti significativo nell’organizzazione sanitaria territoriale e verso la soluzione di un problema da tempo al centro dell'attenzione e particolarmente sentito dai cittadini». Sul tema è da registrare il gelido intervento di Fials e Uil-sanità. «Una “toppa”in piena campagna elettorale - così bollano la novità Enrico Franceschi e Nicola Zagatti (Uil-Fpl) e Mirella Boschetti e Carlo Seganti (Fials) - per fare fronte al crescente pendolarismo sanitario e al malcontento dei ferraresi dopo la chiusura di servizi e ospedali ed una sottostima del fabbisogno di prestazioni sanitarie (7.900 nel periodo novembre-febbraio e 27.000 su base annua)». Per Fials e Uil il comunicato di Cgil e Cisl con «l'annuncio di 27 “nuove assunzioni” è fuorviante. Nessuna intesa c’è stata tra i sindacati e le aziende sanitarie. E' bene chiarire che le “nuove assunzioni” di operatori della sanità a tempo indeterminato, circa 1000 in tutta la regione, sono in realtà una stabilizzazione di posti vacanti attualmente occupati, non ulteriori posti di lavoro». Le 27 unità da stabilizzare (15 per il S. Anna e 12 per l’Asl, scrivono i sindacati) rappresentano «“un passo avanti” rispetto all’ultradecennale ricorso al “ricambio selvaggio” di personale» ma non spostano di una virgola il turn over «che rimane al 25%. L’ azienda ospedaliero-universitaria rimpiazza i 36 cessati (27 del comparto e 9 della dirigenza) con 9 assunzioni di soli dirigenti, mentre l’Asl rimpiazza i 64 cessati (58 del comparto e 6 della dirigenza) con 16 assunzioni, di cui: 7 del comparto e 9 della dirigenza». Ma già, concludono i sindacati, «sono certe altre 67 cessazioni del comparto e della dirigenza, per il 2015, di cui 40 operatori dell’ azienda Usl e 27 della azienda ospedaliero-universitaria, destinate peraltro ad aumentare».

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