Ha visto picchiare Mario. «Ma è solo un mitomane»
Tragedia in stazione, nessun giallo sulla morte dell’anziano nella sala d’attesa. Il pm Longhi ordina l’autopsia, ma non c’è nulla nelle immagini delle telecamere
La sua vita non è stata facile, la sua morte altrettanto. Perchè sul decesso di Mario, il senzatetto trovato senza vita nella sala d’aspetto della stazione, per una cautela investigativa ora indagano procura e squadra mobile cittadina.
La sua morte, come i sanitari del 118 hanno vergato nel referto, parla di arresto cardiocircolatorio, e sui suoi vestiti e sul suo corpo, da un esame esterno, non c’erano tracce di violenza.
Ma ora uno dei suoi compagni della vita randagia condivisa tutti i giorni dice di averlo visto picchiare da altri: un testimone, spiegano gli inquirenti in modo netto e deciso, del tutto inattendibile e soprattutto un mitomane con precedenti in tal senso.
Dunque, ad oggi non c’è nessun giallo sulla morte di Mario Cazzanti, 68 anni nativo di Portomaggiore, senzatetto a Ferrara che viveva tra la mensa di Viale K, i dormitori dell’associazione che aveva disertato negli ultimi tempi perchè le sue condizioni fisiche si erano aggravate e non voleva farlo pesare agli altri ospiti del dormitorio: per questo sceglieva le panchine della stazione, all’interno della sala d’aspetto.
Nessun giallo, proprio perchè nella sala d’aspetto, le telecamere di servizio non hanno ripreso nulla di anomalo. Mario era sdraiato su un panca della sala d’aspetto, sotto la telecamera stessa, dunque in un cono d’ombra: ma dalle immagini visionate dagli inquirenti non c’è nessun movimento, nella sala d’aspetto, nessuna persona che entra in campo immagine, e che dunque possa essersi avvicinato alla telecamera e a Mario.
E ancora, è possibile, si chiedono gli inquirenti, che una persona venga picchiata e non abbia nemmeno un segno sui vestiti e altro sul corpo?
Mario in realtà spiegavano nei giorni scorsi da viale K, aveva una patologia terminale che potrebbe essere riconducibile alla sua morte, complici privazioni e stenti della vita randagia che conduceva.
Tuttavia, per uno scrupolo investigativo e per non sottovalutare nulla, nemmeno l’inattendibilità assoluta del testimone - rimarcata dagli inquirenti - il pm Stefano Longhi ha disposto l’autopsia sul corpo di Mario.
Nel frattempo oltre ad aver visionato le immagini delle telecamere che non hanno ripreso nulla e nessuno, gli ispettori della squadra mobile e della Polfer hanno identificato le persone che erano con Mario la notte tra lunedì e martedì.
Tutto, ora, dovrà essere illuminato dai risultati dell’autopsia.
Che dovrà indicare se si sia trattato di morte naturale o chissà cos’altro: la risposta al pm Longhi dalla medicina legale e poi Mario potrà esser lasciato in pace, come voleva, anche di morire la vita che voleva.
Daniele Predieri
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