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Pd - parola alla coppia Calvano-Zappaterra

«Serve concretezza e noi ce l’abbiamo»

«Serve concretezza e noi ce l’abbiamo»

Lui: caro Zaghini, sono un eletto, non un nominato. Lei: grazie al Pd corriamo tutti alla pari

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Ultimi fuochi di campagna elettorale tra mercati, dibattiti, appelli al voto. In casa Pd non manca neppure il “fuoco amico”, appiccato nell’intervista di ieri alla Nuova da Alex Zaghini e Irene Tagliani nei confronti di Paolo Calvano e Marcella Zappaterra.

L’altra coppia di candidati si definisce quella nuova, in discontinuità. Immagino non vi riconosciate nella parte dei “decrepiti”.

Zappaterra. “Quella tra vecchio e nuovo è una caricatura, ma ci può stare: una sana competizione non può che far bene al Pd. Ricordo però che la sua nascita a Ferrara è avvenuta sulla spinta di un forte cambiamento, nel modo di fare politica e nelle persone. Ora quattro candidati corrono alla pari, cosa mai avvenuta prima, e si è dimostrato di saperci aprire all’esterno, mettendo in lista anche non iscritti”.

Calvano. “In questa campagna ci siamo mossi per dare forza al Pd, ciascuno con le sue sensibilità e sfumature. Noi due, il giorno dopo l’eventuale elezione, saremmo subito operativi: sappiamo come è strutturata la Regione, abbiamo maturato esperienza amministrativa, io da sindaco di Ostellato e consigliere in Provincia, Marcella da presidente in Castello”.

Zaghini ha detto che non ci devono essere più carriere politiche preconfezionate. Anche questa è una diversa sfumatura?

Calvano. “Le cooptazioni non esistono più. Io e Marcella non siamo mai stati nominati, cariche amministrative e di partito sono state frutto del voto democratico degli elettori o degli iscritti. E quando ci si confronta con le preferenze, il campo è aperto”.

Zappaterra. “La politica non è una professione ma solo una fase della nostra vita. Sono rimasta tre mesi gratis in Provincia perché mi è stato chiesto di evitare il commissariamento. Poi un lavoro a Milano l’ho anche trovato, quindi nessun problema”.

Per la Tagliani non servono più tuttologi, ma persone con competenze specifiche.

Calvano. “D’accordo, però attenti a non scadere in una politica senza professionalità. E chi fa politica deve necessariamente avere una conoscenza a 360 gradi delle materie”.

Zappaterra. “La nostra parola d’ordine è concretezza. Conosciamo il territorio da Cento a Goro, che è qualcosa di più grande rispetto a Berra e alla Cna, con tutto il rispetto. La gente vorrebbe parlassimo non di persone ma di contenuti, di aziende che rischiano di chiudere e di lavoro da creare”.

Per Zaghini il voto di domenica sarà importante per il futuro della politica ferrarese. Punta a fare il segretario provinciale del Pd?

Calvano. “Lo chieda a lui. Occhio però a non correre troppo, si rischia di inciampare. Per lo statuto c’è incompatibilità tra la cariche di consigliere regionale e di segretario provinciale”.

Si prevede una bassissima affluenza alle urne.

Calvano. “Come Pd ci stiamo impegnando per convincere la gente a votare e ringrazio il partito per questo. Va recuperata la fiducia delle persone che si è persa per quel che è successo in Regione. Serve il contatto diretto e la capacità di dare risposte ai temi: lavoro, sanità e welfare universali, lo sport come possibilità di fare impresa”.

Zappaterra. “Spero che in tanti vadano a votare, però dovremo cercare di abituarci ad affluenze non proprio bulgare. Comunque Bonaccini, dovesse essere eletto, non sarà indebolito da una scarsa partecipazione”.

Fabio Terminali

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