«Si capiva subito che i capelli erano finti»
Il barista: «Ha messo l’arma sul banco. Mentre gli davo i soldi chiamavo di nascosto il 113 col cellulare»
«Ho capito subito che quello era un tipo un po’ strano. Si vedeva benissimo che aveva i capelli finti, però al massimo temevo che non pagasse la consumazione, non mi aspettavo che facesse una rapina». Il titolare del bar Putinati di via Bologna è cinese, ma tutti lo chiamano Francesco. Da sei anni gestisce il locale ma finora non si era mai trovato faccia a faccia con un rapinatore: «Due anni fa, poco prima del terremoto, ho subito un furto. Hanno svuotato la cassa: 600 euro. Ma è successo di notte». La rapina di mercoledì sera invece si è consumata mentre il bar era in piena attività. «In quel momento la maggior parte dei clienti era fuori, il resto era nella saletta sul retro a giocare. Gli ho servito la birra, lui ha preso una sorsata e poi ha tirato fuori la pistola e l’ha messa sul bancone. Paura? Bhe, il suono che ha fatto l’arma sul bancone era metallico, ho capito che non era una pistola di plastica. Ho cercato di stare calmo, non volevo spaventare i clienti. Così gli ho dato i soldi, ma intanto di nascosto chiamavo la polizia con il cellulare. Poi lui è uscito e io l’ho seguito e quando la polizia ha risposto ho dato il numero di targa. Solo a quel punto i clienti si sono accorti della rapina». L’uomo è stato poi arrestato con il complice dalla polizia: «Sono stati bravi - conclude Francesco. L’uomo con la parrucca non l’avevo mai visto primo ma l’altro, quello che aspettava in auto, in passato era già venuto nel bar».(a.m.)
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