Ultimi fuochi della campagna più spenta
A Comacchio Gasparri, in città Airola (M5S). Aperitivo Pd a 8 euro. Alan Fabbri: derby e attesa al bar, Quintavalla l’attacca
Ultimi fuochi, si fa per dire, di una campagna elettorale per le Regionali fiacca come mai nel dopoguerra, tanto che i timori di un’astensione record sono in crescita. Per le 24 ore conclusive si muovono tutti i candidati presidenti e consiglieri, anche se i big non si fanno vedere nella nostra provincia.
Fabbri. Protagonista anche a fine campagna, il candidato presidente di Fi, Fdi e Lega, il sindaco bondenese Alan Fabbri. Ieri ha catturato l’attenzione delle agenzie con l’annuncio di come passerà la serata elettorale: «Al bar “Dal Mister” di Claudio Poletti, a Scortichino. Prima seguiremo, tra amici e in un clima di festa, il derby Milan-Inter, poi attenderemo i risultati. Abbiamo avuto il coraggio di denunciare situazione scomode». La sua guerra contro i campi nomadi, però, secondo Nazione Rom dovrebbe costargli addirittura la candidatura: «La Lega Nord va sospesa dalla campagna elettora perché viola la legge nazionale ed europea sulla non discriminazione - è l’ultimo affondo dell’associazione - Candidati presidenti come Alan Fabbri propongono di estendere questa idea di razzismo all’interno del patto di mobilità». Il riferimento è all’ormai nota proposta di istituire bus per nomadi. Oggi alle 17 lui e Salvini saranno comunque a Cento.
Quintavalla. La candidata presidente dell’Altra Emilia Romagna, che è anche in lista a Ferrara come consigliere, gioca di sponda proprio su Fabbri, riservandogli un trattamento particolare per i risultati ottenuti da sindaco di Bondeno. «Buongoverno? La città ha i tassi di disoccupazione di giovani e vecchi più alti della provincia. C’era un progrfetto di riconversione dell’ex zuccherificio - è il suo elenco - sono stati spesi un sacco di soldi per i pannelli che annunciavano un nuovo pastificio da 400 posti ma nell’area c’è ancora il deserto». E poi giù con «il buco di bilancio da 310mila euro nei primi mesi dell’anno», con «il tea party padano che non è nemmeno capace di ridurre le tasse, anzi: Fabbri ha aumentato la Tari del 16% per le famiglie di quattro persone, del 13% per i sigle e del 14% per le attività produttive»; concludendo con velenoso «i malpancisti dicono che sia bravissimo nelle sagre celtiche e negli happy hour».
Gasparri e Cimarelli. L’unicobig annunciato è il vicepresidente della Camera, che stamattina alle 11 è atteso all’ospedale San Camillo di Comacchio, per affrontare i temi della sanità. Al suo fianco il candidato Fi, Luca Cimarelli, che ieri ha lanciato una proposta legata alla piena del Po di questi giorni: «In provincia di Ferrara vantiamo il triste primato di migliaia di ettari di terreno sotto il livello del mare. Di recente c’è stata unadisputa tra il Consorzio di Bonifica e cinque Comuni (Ferrara, Ostellato, Codigoro, Portomaggiore e Migliarino) per il pagamento delle quote Ici-Imu». La Cassazione ha dato ragione ai Comuni, imponendo al Consorzio di rimborsare 400mila euro: per Cimarelli questi soldi vanno «vincolati a realizzare opere a tutela del territorio, contro i rischi del dissesto idro-geologico».
Calvano e Pd. Dopo aver attraversato l’ultima settimana di campagna a cavallo degli sportivi, Paolo Calvano (Pd) ieri ha virato sulla sanità, in un dibattito con l’assessore bolognese Luca Rizzo Nervo e Adelina Ricciardelli, responsabile del servizio 118: il succo è che l’Area vasta della sanità, cioè Ferrara assieme a Bologna e Imola, è un’opportunità e non un disastro per la sanità ferrarese. Tutti e 4 i candidati Pd (Marcella Zappaterra, Eric Zaghini e Irene Tagliani gli altri) prendono insieme l’aperitivo, alle 18.30, al Caffè Nuovo: 8 euro per finanziare il circolo centro cittadino.
M5S. Beppe Grillo corre in soccorso alla sua candidata Giulia Gibertoni, ma via web: sul suo sito ricorda che la lista M5S è l’unica senza macchia, e cita anche Mauro Malaguti (Fdi) tra gli indagati. Oggi alle 18 chiusura all’ex sala Borsa Alberto Airola, portavoce in Senato, e i candidati: Paola Batistini, Massimo Boggian, Alessandro Cantale e Gabriella Ventura.
Stefano Ciervo
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