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Alla Tollok ora si parla americano

di Marcello Pradarelli
Alla Tollok ora si parla americano

L’azienda di Masi Torello (17 milioni di fatturato) acquisita dalla multinazionale Rexnord. Obiettivo: espansione

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La segreteria telefonica della Tollok parla inglese. Anche quando apri il sito internet dell’azienda è molto probabile imbattersi nella home page in inglese. Sono due indizi sufficienti per capire quanto questa azienda di Masi Torello sia orientata verso i mercati esteri. Da qualche giorno la già forte impronta internazionale si è accentuata. L’italiana, anzi la ferrarese Tollok, è stata infatti acquisita dall’americana Rexnord FlatTop, società con sede a Milwaukee (Wisconsin) e siti produttivi in Usa, Cina Olanda (dove è la base europea) e Italia, nei quali lavorano 7.400 dipendenti.

Rexnord è leader mondiale nel campo delle catene e dei componenti per nastri trasportatori per l’industria alimentare, del confezionamento e dell’automazione industriale. La Tollok - di cui era presidente e amministratore delegato Umberto Giatti, in passato l’industriale è stato anche nel cda di Carife - da vent’anni progetta e produce calettatori di altissima qualità per bloccaggio di alberi di trasmissione, componenti di alta ingegneria che vengono impiegati nel settore industriale di stretta competenza della Rexnord, ma non solo.

Nel comunicato con cui Rexnord il 31 ottobre ha dato notizia di aver acquisito Tollok - notizia poi rilanciata dal notiziario economico del ministero degli Esteri italiano - vengono evidenziati proprio questi elementi di integrazione industriale e commerciale. Tollok, che parte da un fatturato annuo di 17 milioni di euro, secondo Kevin Zaba, presidente Power Trasmission Rexnord, «ha notevoli opportunità per accelerare la sua penetrazione di mercato nei principali mercati regionali». La vasta rete commerciale di Rexnord e la sua potenza industriale combinate con i prodotti Tollok sono i fattori che - stando alla società americana - consentiranno all’azienda di Masi Torello di progredire economicamente e con tutta probabilità anche in termini di occupazione; ora i dipendenti sono 52.

Qualcosa di molto italiano e nostrano c’è in questa operazione. L’anello di congiunzione è incarnato dall’ingegnere Filippo Gallieri, che fino a pochi giorni fa era plant manager della Rexnord di Correggio (Reggio Emilia) e adesso è direttore generale di Tollok.

Gallieri si è congedato nel migliore dei modi: alla fine di ottobre a quello originario di Correggio, specializzato nello stampaggio plastico, si è aggiunto un nuovo stabilimento che sviluppa una linea produttiva per nastri trasportatori; la filiale reggiana di Rexnord quest’anno si è anche aggiudicata il Rexnord Business Excellence Award, come migliore unità produttiva per eccellenza operativa dell’intera multinazionale. Un premio giustificato dal +12% di crescita nell’ultimo esercizio economico, che in tempi di crisi suona ancora più sbalorditivo.

Con queste premesse ti aspetteresti che l’ingegnere Gallieri abbia una gran voglia di parlare della mission che gli è stata affidata per la Tollok. Invece no. Dice che preferisce rimandare a quando avrà dati concreti da comunicare. In questi giorni è stata una mezza impresa intercettarlo: «L’ingegnere è all’estero. L’ingegnere è in reparto. L’ingegnere ha un colloquio». Sono giorni intensi per mettere a punto la squadra. E Gallieri lo sa cosa è una squadra. Prima di essere ingaggiato dalla Rexnord giocava nel Casumaro e anche nel mondo del calcio dilettanti si era fatto un nome.

Il silenzio l’ha rotto con i sindaci di Masi Torello e Ferrara: con Riccardo Bizzarri e Tiziano Tagliani ha avuto un colloquio all’inizio di novembre. «È stato un incontro cordiale - riferisce Tagliani - ma soprattutto improntato a rassicurare circa la volontà della nuova proprietà a procedere con investimenti nell’attività produttiva, che ovviamente auspichiamo possano portare anche a incrementi dell’occupazione». Sarà il nuovo piano industriale di Tollok a fornire le dimensioni dell’impegno di Rexnord.

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