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Gran finale tra aperitivi e contestazione

Gran finale tra aperitivi e contestazione

Fabbri e Salvini a Cento presi di mira dai parlamentari M5S. I Pd brindano per dimenticare Sateriale. Tour Quintavalla

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L’ultima giornata di campagna elettorale ha riservato una pesante contestazione ai leghisti Matteo Salvini e Alan Fabbri, da parte dei grillini centesei, e due brindisi molto diversi tra loro, oltre ai blitz di Maurizio Gasparri (a Comacchio) e di Quintavalla in città.

Cominciamo dalla fine, cioè dalla visita blindata nella città del Guercino del ticket leghista, che aveva suscitato proteste dal capogruppo senatoriale M5S, Alberto Airola, «un funzionario della Digos di Ferrara mi ha confermato che per Salvini si mobilitano decine di poliziotti ogni volta. Tutte risorse spostate dalla reale vigilanza del territorio». Airola e il deputato Bernini hanno contestato per questo, assieme ai 5 Stelle per Cento e frazioni, i due leghisti, che hanno continuato il loro giro in centro tra selfie e strette di mano: «Questa piazza piena d’impalcature è il simbolo del fallimento della ricostruzione» ha tuonato l’eurodeputato, «il governo ha bocciato l’esenzione fiscale per tre anni e la sospensione delle cartelle esattoriali» ha rincarato Fabbri.

Airola, nel frattempo, si era spostato nella sala ex Borsa, per l’aperitivo offerto dai candidati pentastellati ferraresi. Esperto di criticità ambientali, il capogruppo senatoriale è tornato sulla prescrizione della Eternit, «per evitarne in futuro bisogna allungare la prescrizione per reati ambientali (e per la tortura), e appesantire le pene, andando a colpire le responsabilità. Devastazioni come quelli dell’Ilva o dell’amianto non possono rimanere impunite».

Mezz’ora più tardi è toccato ai quattro candidati Pd partecipare ad un brindisi, organizzato dal circolo Centro cittadino al bar ex Teatro Nuovo («speriamo di vederlo riaperto presto» l’auspico del segretario Davide Nanni), con l’inedito della... richiesta di contributo: 8 euro per brindare, raccolti sui 200 euro. Sorrisi che si striminzivano alla richiesta di un commento al tweet dell’ex sindaco Gaetano Sateriale che, imbufalito per gli attacchi di Renzi alla Camusso, è esploso in un «vergognatevi, non vi voto». Candidati contenti dell’esperienza fatta ma un po’ stressati per una campagna che, ha riconosciuto Marcella Zappaterra, li ha messi faccia a faccia con «molte persone arrabbiate, non è stato facile». L’alleato di giunta, la civica Ferrara Concreta, non si esprime, salvo decisioni dei singoli.

La candidata dell’Altra Ferrara, Maria Cristina Quintavalla, ha invece scelto di passare gran parte dell’ultimo pomeriggio elettorale nella nostra provincia, dov’è anche presente in lista. Alla Caffetteria del Castello ha incontrato un gruppo di rappresentanti e dipendenti della Provincia, «bisogna cambiare la legge di stabilità altrimenti nel 2016 saremo in default - è l’appello di Nadia Castaldi, delle Rsu Cgil - La Regione deve poi definire una legge per l’area vasta: Ambiente e Pianificazione urbanistica non possono essere gestite dai Comuni». Quintavavalla ha condiviso le ansie, «ci sono migliaia di esuberi in Emilia Romagna: è importante che siate riconosciuti interlocutori privilegiati». Poi è tornata sull’esclusione dal dibattito Sky («speriamo almeno in una sanzione») e su Fabbri («razzisti fuori dalle istituzioni»), per raggiungere l’attore Ivano Marescotti ad Argenta.

Stefano Ciervo

(ha collaborato B.Barberini)

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