Alimentari e fast food etnico: così cambia il commercio
Le nuove aperture nei negozi del Comune: un etno-ristorante alla Torre dell'Orologio
FERRARA - Fa impressione la ricerca Nomisma-Confesercenti che dimostra come a Ferrara, nei primi otto mesi dell’anno, abbiano chiuso 165 attività commerciali: il ritmo è due ogni tre giorni, con 450 posti di lavoro andati in fumo. Sul fronte delle nuove aperture non ci sono dati così puntuali, ma, al di là della quantità, è sicuramente la tipologia dei nuovi negozi a spiegare come sta cambiando la mappa del piccolo commercio in città. Un buon esempio è rappresentato dai due negozi messi a bando dall’amministrazione comunale, oltre un anno fa, in pieno centro, che ospitavano attività storiche: in via Cortevecchia era nata la Galleria Blu di Lola Bonora, mentre sotto la Torre dell’Orologio c’era un negozio di antiquariato. I vincitori del bando sono stati, in entrambi i casi, commercianti di origine pakistana. In via Cortevecchia c’è stata una sola offerta, con un rialzo dell’1,01% sulle condizioni base, e la disponibilità dei locali se l’è aggiudicata per 16.200 euro l’anno di canone un giovane commercianti di generi alimentari, che ha aperto da qualche mese proponendo orari extra large (tutti i giorni dalle 9.30 alle 24, domeniche comprese).
La prestigiosa collocazione dell’Orologio va invece ad una famiglia di ristoratori, gli stessi che gestiscono il kebab di via Garibaldi, che hanno battuto una doppia concorrenza (un’azienda di Portomaggiore e la Gfc chimica) con un rialzo del 64% sulla proposta base, a quota 19.680 euro l’anno, e dopo oltre un anno di confronto con Asl e Soprintendenza per i lavori di adeguamento, sono ormai pronti ad aprire un fast food etnico. Inaugurazione prevista forse già la prossima settimana.
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