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La massoneria che parla alla gente

La massoneria che parla alla gente

La loggia Savonarola festeggia i 70 anni con un ciclo di incontri

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Con “La massoneria e la Grande Guerra” si è aperto ieri il ciclo di incontri organizzati dalla loggia “Girolamo Savonarola”, in occasione delle celebrazioni del 70esimo anniversario di fondazione (1945 – 2015). Davanti a una Sala della Musica gremita, all’interno del complesso di San Paolo, il docente Santi Fedele (ordinario di storia contemporanea all’università di Messina), l’avvocato Giangiacomo Pezzano e Stefano Mandrioli, hanno tenuto una conferenza sul ruolo della massoneria nel primo conflitto mondiale. «La massoneria non è una società segreta – ha affermato Mandrioli – Non ci sono solo riti e simboli, la massoneria è anche un modo di rivolgersi al mondo: il massone è un muratore che costruisce e partecipa alla vita della società». Pezzano, ha sottolineato che da poco sono terminati i festeggiamenti dei 40 anni della loggia “Giordano Bruno”, altra realtà ferrarese, e ora «si aprono i nostri». «La nostra loggia è la più antica di Ferrara – ha spiegato – Vogliamo dare prova che i massoni sono tra noi, tra la gente, non si nascondono, anzi c’è vivo desiderio di comunicare e confrontarsi. I massoni sono costruttori di ponti, ponti ideali di dialogo. Le logge in Emilia Romagna, a oggi, sono 41 ed è giusto manifestare la nostra presenza». La loggia “Savonarola”, ha spiegato Fedele, è «parte attiva e viva della città e vuole condividere con essa la gioia dei suoi primi 70 anni». (s.g.)

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