Salvarono Manrico Mezzogori
Incidente all’Ospedale San Camillo: un riconoscimento per i vigili del fuoco
COMACCHIO. I vigili del fuoco intervenuti l'8 gennaio scorso a salvare Manrico Mezzogori, incautamente calatosi dal tetto del pronto soccorso dell’Ospedale San Camillo con una fune, riceveranno un importante riconoscimento voluto per loro dal Capo nazionale del corpo. La cerimonia di consegna dell’importante benemerenza avrà luogo il 4 dicembre prossimo, in occasione della festa di Santa Barbara, patrona dei vigili del fuoco e della marina militare. A ricevere la pergamena di riconoscimento dalle mani del comandante provinciale dei vigili del fuoco, ingegner Ermanno Andriotto, saranno il capo-squadra esperto Giancarlo Lambertini, il capo squadra esperto Cesare Sitta, il vigile coordinatore Cristian Sama, il vigile qualificato Marcus Severi ed il vigile del fuoco Samuele Faralli. Come tutti ricordano, nel pomeriggio dell'8 gennaio scorso Manrico Mezzogori, presidente della Consulta Popolare per il San Camillo, dopo essere stato allertato dai volontari che a turni continuano a presidiare l'ospedale locale, si precipitò sulla rampa del punto di primo intervento, dove era in atto la chiusura disposta dall’Asl.
Ritenendo che quello fosse un blitz non preceduto da preventiva comunicazione, Mezzogori attuò un gesto eclatante, calandosi dal tetto dell'ospedale con una fune, che stringendosi tra il torace ed una spalla, stava progressivamente rendendogli difficoltosa la respirazione. Il provvidenziale intervento dei vigili del fuoco ha scongiurato il peggio. In quel frangente il consigliere comunale Davide Michetti aveva segnalato al sindaco i fatti, estendendo la proposta di riconoscimento anche per i due funzionari della Digos, il sovrintendente Fabrizio Bellini e per l'assistente capo Mirco Amà e per i carabinieri, l'appuntato Andrea Mandrillo e l'appuntato Andrea Giordano, intervenuti con prontezza di riflessi e professionalità, in attesa dell'arrivo dei pompieri. Di sicuro Manrico Mezzogori deve la vita a questi servitori dello Stato, perchè l’improvvida imbragatura realizzata in furia e fretta non solo gli aveva resa difficoltosa la respirazione, ma gli aveva pure impedito di gridare aiuto. (k.r.)
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