Violenza sulle donne: pure gli uomini dicono no
Inaugurate al mercato coperto le attività dedicate alla Giornata Internazionale Tutto il consiglio comunale ha prodotto un video per sensibilizzare i cittadini
«Siamo in un luogo aperto e di scambio: è importante utilizzare metodi sempre nuovi e linguaggi diversi per arrivare a tutti, e non c'è un modo più significativo del quotidiano», ha dichiarato il sindaco Tagliani, ieri mattina, inaugurando insieme all'assessore Annalisa Felletti al mercato coperto le attività che anche quest'anno saranno dedicate alla Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne. «Per secoli nella storia il non protagonismo, la marginalità e il silenzio della donna sono stati barattati con una sorta di "protezione" - ha continuato il primo cittadino - oggi, che le donne danno un contributo straordinario in ogni campo, e di cui non si può più fare a meno, l'equilibrio si è spezzato e gli uomini sono entrati in competizione, provocando frustrazione in chi non si riconosce più nei modelli vigenti fino a ora». La necessità di portare all'interno del sistema educativo di adulti e bambini la riflessione e il confronto di queste tematiche è innegabile, e, come ha sottolineato il sindaco, la priorità è arrivare alle radici del problema, e l'unico modo è una trasformazione collettiva, non basta più l'evoluzione individuale. Non una celebrazione, quindi, come ha affermato giustamente anche Paola Castagnotto del Centro Donna Giustizia, e del resto non c'è niente da festeggiare. «Sono molto arrabbiata, perché anche a livello italiano non sono state mantenute le priorità: il piano nazionale si è bloccato, in controtendenza con ciò che accade invece nelle amministrazioni locali, su cui ricade sempre più l'impegno di accogliere, gestire, accompagnare le vittime di violenza», ha spiegato. Una novità importante il contributo degli uomini, che quest'anno si sono impegnati su diversi fronti: primo fra tutti, il consiglio comunale al gran completo che ha prodotto un video, realizzato grazie ad Area Giovani, per "metterci la faccia", per sensibilizzare la cittadinanza. Ma il sostegno degli uomini non si ferma all'ambito politico: una commovente lettura di Fabio Mangolini, “Non voglio essere violento come mio padre” (da una testimonianza raccolta da Elena Buccoliero), ha trattato la paternità, il concetto di matrimonio, la paura e la sofferenza con parole forti e concrete, necessarie per pensare attentamente a ciò che avviene ogni giorno in milioni di case. In collaborazione con il Centro Donna Giustizia, anche Marco Poli, del Centro di Ascolto uomini Maltrattanti ha partecipato all'incontro, per dimostrare che gli uomini possono e devono prendersi le proprie responsabilità: è sempre utile sapere che esiste un punto di riferimento cittadino, che lavora al fianco delle associazioni femminili, senza sostituirsi a loro per creare una cultura nuova dell'integrità maschile.
Irene Lodi
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