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Candidato a sua insaputa «Che incredibile pasticcio»

di Marcello Pradarelli
Candidato a sua insaputa «Che incredibile pasticcio»

Il commercialista Aristide Pincelli ha scoperto ieri al seggio di essere in lista con Emilia Romagna Civica: «Ma io non ho mai firmato l’accettazione»

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Candidato a sua insaputa. Capita anche questo. Il commercialista Aristide Pincelli ha imparato ieri di essere candidato alle elezioni regionali. Nel primo pomeriggio si è recato alla scuola Manzoni in via don Zanardi per votare e prima di entrare nel seggio 50 ha dato un’occhiata alle liste dei candidati appese fuori. È così che ha scoperto di essere candidato per Emilia Romagna Civica, lista che ha una composizione politica piuttosto variegata: socialisti, verdi (specie quelli di Alberto Ronchi, i laici di Franco Grillini, anime di Scelta Civica. Pincelli di Scelta Civica - la formazione politica che faceva capo all’ex premier Mario Monti - è stato un convinto assertore, tanto da assumere il ruolo di portavoce per Ferrara e da candidarsi alla Camera per le politiche del 24-25 febbraio 2013.

A metà ottobre il suo nome era circolato come probabilissimo, quasi certo candidato di Emilia Romagna Civica (una delle quattro a sostegno di Bonaccini): la Nuova Ferrara ne ha dato notizia il 18 ottobre. Ma proprio Pincelli il 24 ottobre informò la Nuova di non essersi candidato e che qualcuno aveva speso avventatamente il suo nome; il 25 ottobre uscì la notizia che Pincelli si era chiamato fuori per motivi essenzialmente di natura professionale.

Pincelli, ma cosa è successo?

Un pasticcio. Sono andato a votare, ho guardato le liste fuori del seggio e ho visto che al terzo posto della lista Emilia Romagna Civica c’era il mio nome.

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Il suo nome era stato fatto, ma poi lei ha rinunciato: è andata così?

La mia non è stata una rinuncia. Io non sono mai stato candidato visto che non ho mai sottoscritto alcuna mia candidatura.

Quindi se c’è una firma non è la sua.

Io non ho firmato alcuna accettazione della mia candidatura. Non ho mai depositato la mia firma.

Come si spiega questo pasticcio?

Non lo so, io ero tranquillo, avevo parlato con il segretario regionale di Scelta Civica Roberto Orlando e anche con qualcuno qui a Ferrara, con un socialista di cui non ricordo bene il nome.

Non la convinceva il progetto politico?

In parte è così, nella lista ci sono altri simboli, la rosa socialista, il sole dei Verdi, ma non quello di Scelta Civica. Ma soprattutto in questo periodo sono impegnatissimo dal concordato della Tecopress (Pincelli è stato nominato dal tribunale commissario giudiziale per l’azienda di Dosso, che ha avuto danni per il terremoto del maggio 2012). In ogni caso non si può essere candidati se manca la firma di accettazione.

Cosa ha fatto dopo questa scoperta?

Ho scritto una dichiarazione e l’ho consegnate a una rappresentante del seggio, Alessandra Gaudenzi, che poi ha informato la presidente del seggio Monica Montanari. Nel verbale che ho consegnato c’è scritto che io non sono un candidato di Emilia Romagna Civica.

E adesso cosa succede? Secondo lei c’è il rischio che la lista possa essere esclusa e i voti annullati visto che le 500 e passa firme a corredo sono state raccolte a sostegno di quattro candidati e non di tre?

Non lo so cosa capiterà. È un pasticcio. Poco fa mi hanno telefonato anche dalla Prefettura per avere una conferma.

Qual è il suo stato d’animo?

Penso che in qualche modo sia stata lesa la mia immagine. È una cosa molto spiacevole, non crede?

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