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L’eleganza ha conquistato Ferrara

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Grandi numeri per l’Officina del Vintage che chiude la seconda edizione con un bilancio lusinghiero

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Dopo la conclusione della seconda edizione di Officina del Vintage che ha visto il Castello Estense di Ferrara crocevia del vintage di qualità, abbiamo raggiunto il Patron Giorgio Paparo per fare il punto della situazione.

Qualche numero sul successo di questa edizione?

«Officina del Vintage chiude questa sua seconda edizione con un bilancio lusinghiero. Abbiamo confermato il successo dello scorso anno, con quasi quattromila presenze tra visitatori alla mostra mercato e pubblico intervenuto. La consacrazione del festival va oltre le mode del momento. Ancora tanta curiosità, ma soprattutto ho apprezzato la presenza di un pubblico sempre più attento alla selezione degli articoli proposti e maggiormente consapevole di cosa sia davvero il vintage. La collaborazione con Kappalab ha gettato le basi per nuovi progetti futuri. Un rinnovato gruppo di lavoro che vede coinvolti professionisti della comunicazione, della scrittura e del design, che ha reso possibile questa straordinaria kermesse».

Quali sono stati gli eventi di maggiore interesse?

Quest’anno Officina del Vintage ha ospitato tanti personaggi che hanno saputo catalizzare l’attenzione del pubblico. Prima tra tutti la madrina del festival Marina Suma, accolta dal calore di un pubblico. Attesissimo l’arrivo di Laura Boccanera, che ha letto alcuni passaggi del romanzo di Candy Candy. E sono stati a dir poco trascinanti i Raggi Fotonici, autori di tante sigle Rai.

Come hanno risposto i ferraresi a livello generale?

«Ferrara si è dimostrata una città ricettiva e partecipe. In questo momento di grande difficoltà economica, i ferraresi sono molto attenti alla qualità di capi e accessori in grado di sfidare il tempo e di essere ancora oggi attuali , molto più di una produzione contemporanea e massificata che non sempre vale il prezzo di vendita. C'eravamo già accorti di questa attenzione.

Avete notato molti turisti per l’occasione?

«Ancora tantissimi i visitatori che raggiungono Ferrara dalla provincia o dalle regioni limitrofe. Oltre alla mostra mercato, Officina del Vintage ha permesso ai visitatori di scoprire uno spazio poco conosciuto, facendo loro percorrere e ammirare l’intero perimetro degli Imbarcaderi del Castello Estense, ampie sale che avevano funzione di magazzini di corte e da cui si accedeva al pontile, punto di imbarco per raggiungere con piccole barche le Delizie del territorio collegate da una fitta rete di vie d’acqua».

Su cosa avete puntato quest’anno?

«L’Emilia Romagna guarda al futuro. Nel nostro territorio sono tanti i siti e i monumenti recuperati attraverso i finanziamenti europei. In questa seconda edizione, Officina del Vintage ha voluto essere una vetrina d’eccezione per i progetti realizzati grazie al Por Fesr 2007-2013. E attraverso il vintage e il riciclo abbiamo voluto affermare anche a Ferrara un turismo sostenibile. La nostra - conclude - non è una semplice mostra mercato, ma un vero festival culturale».

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